Governo M5S-PD: che fine farà la querela a Luigi Di Maio?

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Fino ad un mese fa un qualsiasi tipo di alleanza tra il Movimento 5 Stelle e il Partito Democratico sembrava impossibile. Il leader Luigi Di Maio ci aveva provato lo scorso anno, prima di rivolgersi alla Lega e mettere in piedi il governo gialloverde, ma dal PD aveva ricevuto un sonoro NO.

Poi c'è stato il governo gialloverde e le tensioni tra i due partiti si sono fatte sempre più forti, al punto da spingere Luigi Di Maio a promettere a più riprese che non si sarebbe mai alleato col "partito di Bibbiano". Il riferimento era al coinvolgimento del sindaco del PD Andrea Carletti coinvolto nel filone amministrativo dell'inchiesta sugli affidi illeciti nella Val d'Enza denominata Angeli e Demoni.

Quel Luigi Di Maio che si è sempre professato innocentista, non ha impiegato neanche due secondi non soltanto per stabilire la colpevolezza di Carletti mentre le indagini erano appena iniziate, ma anche per attribuire ad un intero partito le responsabilità di un singolo. L'opposizione non ha mai attribuito all'intero M5S le accuse che sono state contestate alla sindaca di Roma Virginia Raggi o alla prima cittadina di Torino Chiara Appendino, ma in quel momento era funzionale attaccare il PD e Di Maio ha creato l'arma più scorretta e diffamante che si è trovato tra le mani.

Questo è costato al leader del Movimento 5 Stelle una querela per diffamazione che, allo stato attuale, sta ancora facendo il proprio corso. Se è vero che i contatti tra PD e M5S sono in corso ormai da giorni e la formazione di un governo sembra sempre più vicina, è altrettanto vero che il PD non ha ancora ritirato la querela nei confronti di Luigi Di Maio.

Zingaretti non si è ancora espresso pubblicamente sulla vicenda in questi ultimi giorni, ma lo scorso 25 agosto è stato il senatore PD Stefano Vaccari a spiegare qual è la situazione:

Prima che ritiriamo le querele bisogna che ci chiedano scusa. Sono i ragazzi dei 5 Stelle ad aver usato toni fuori misura, tocca a loro chiedere scusa prima di qualsiasi altra cosa.

#crisidigoverno #puntualizzazioni #bibbiano

Posted by Stefano Vaccari on Sunday, August 25, 2019

Se durante questa fase di trattative la questione non è ancora stata sollevata pubblicamente, è evidente che prima o poi bisognerà prendere una decisione. Non ritirare la querela potrebbe portare a più di qualche imbarazzo: si porterà a processo il capo politico di un governo in cui si è alleati? Si arriverà a dover votare per l'immunità di Luigi Di Maio? O si farà finire tutto nel dimenticatoio senza particolari annunci?

Oggi Maria Elena Boschi sembra aver messo le cose in chiaro in un'intervista al Messaggero, almeno per quanto riguarda le querele personali presentate nei confronti di alcuni pentastellati:

Anche a me non sembra vero. E dire che è tutto merito (o colpa) dell'arroganza di Salvini. Ovviamente non rinuncio a nessuna causa. Nessun risentimento personale ma sui risarcimenti non torno indietro.

Varrà lo stesso anche per quella nei confronti di Luigi Di Maio? Saranno le prossime settimane a dircelo.

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