Zingaretti: "Basta con ultimatum inaccettabili o non si va da nessuna parte". Di Maio: "Sono 20 punti da rispettare"

Intanto Conte ha incontrato di nuovo le delegazioni PD e M5S (anche Papa Francesco...).

Le parole di Luigi Di Maio subito dopo l'incontro di oggi con Giuseppe Conte hanno scatenato varie reazioni, tra le più accese quelle dei dem Andrea Orlando, che ha chiesto se il M5S abbia cambiato idea, e Maria Elena Boschi, che ha parlato di ultimatum irricevibile. A riassumere la posizione del PD c'è ovviamente il segretario Nicola Zingaretti che su Twitter ha commentato:

"Patti chiari, amicizia lunga. Stiamo lavorando con serietà per dare un nuovo Governo all’Italia, per una svolta europeista, sociale e verde. Ma basta con gli ultimatum inaccettabili o non si va da nessuna parte"

Subito dopo è arrivata la contro-replica di Di Maio che ha specificato che non si tratta di un ultimatum, ma di 20 punti programmatici da rispettare.

Intanto il Premier incaricato Giuseppe Conte oggi ha incontrato anche Papa Francesco, non perché non sappia più a che santo votarsi, ma perché è stato al funerale del cardinale Silvestrini e ha scambiato un "breve saluto" con il Pontefice.

Dopo l'incontro con Bergoglio, Conte è tornato a Palazzo Chigi per continuare gli incontri con le delegazioni dei partiti, anche se le consultazioni vere e proprie sono finite. Il Premier incaricato si è rimesso a lavoro con le delegazioni dei due partiti di maggioranza. Si sono presentati davanti a lui per il PD il vicesegretario Andrea Orlando e Dario Franceschini, che sono anche i due principali candidati per il ruolo di vicepremier, e che sono andati via prima delle 19:30, mentre per il MoVimento 5 Stelle sono arrivati i capigruppo Stefano Patuanelli e Francesco D'Uva.

Propio D'Uva e Patuanelli, che sono poi coloro che stanno concretamente portando avanti le trattative con il PD, sono sempre sembrati i più possibilisti, pur difendendo Di Maio dagli attacchi e sostenendo che la sua presenza sia indispensabile nel nuovo governo. Anche oggi Patuanelli ha detto che le difficoltà saranno superate con l'intermediazione del Presidente Conte.

Quando sono usciti da Palazzo Chigi, D'Uva e Patuanelli si sono fermati qualche minuto con i giornalisti che hanno posto delle domande sui decreti sicurezza e i due capigruppo pentastellati hanno spiegato che è stato il Presidente della Repubblica a rilevare delle incostituzionalità nel decreto sicurezza bis di Matteo Salvini, che andrà dunque rivisto e su questo è ovviamente d'accordo il PD. Domani alle 9:30 ci sarà un altro tavolo di trattative tra PD e M5S.

Di Maio Zingaretti

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