Alan Kurdi, Trenta e Toninelli firmano il divieto di ingresso in Italia

La nave Alan Kurdi dell'ong tedesca Sea Eye non potrà entrare in acque italiane e neanche transitarvi o sostarvi. Il divieto firmato ieri dal Ministro dell'Interno Matteo Salvini ha ricevuto in queste ore il benestare anche del Ministro della Difesa Elisabetta Trenta e del Ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, che in quelli che potrebbero essere gli ultimi giorni dell'esecutivo gialloverde continuano a mostrare un fronte nella lotta all'immigrazione.

A rendere nota la controfirma dei due ministri è stato il Viminale, mentre i canali ufficiali di Trenta e Toninelli tacciono sull'argomento. L'imbarcazione si trova tra Malta e Lampedusa con a bordo 13 persone, di cui 8 minorenni, dopo un salvataggio effettuato ieri in zona SAR maltese.

Neanche la presenza di 8 minorenni è riuscita ad impedire a Toninelli e Trenta di controfirmare quel divieto. I due ministri, dopo essersi appellati alla propria coscienza nel caso della nave Open Arms poche settimane fa, sembrano aver fatto un passo indietro e da giorni non fanno che controfirmare tutti i divieti che arrivano dal Viminale.

Solo un mese fa il Ministro Trenta aveva dichiarato: "Non dobbiamo mai dimenticare che dietro le polemiche di questi giorni ci sono bambini e ragazzi che hanno sofferto violenze e abusi di ogni tipo. La politica non può mai perdere l'umanità".

Anche le persone a bordo della Alan Kurdi hanno sofferto violenze ed abusi di ogni tipo, ma nonostante questo si è tornati a fare politica alla faccia di quell'umanità che solo un mese fa sembrava aver fatto breccia anche in una parte dell'esecutivo gialloverde.

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