Di Maio: "Buon voto su Rousseau, i 20 punti M5S nel programma". I primi dati del referendum


Luigi Di Maio augura "buon voto" a tutti su Rousseau e spiega: "Tutti i 20 punti che il MoVimento 5 Stelle ha presentato al Presidente Conte sono affrontati nel Programma di Governo... Dal blocco dell'aumento dell'Iva al salario minimo, dal taglio del cuneo fiscale agli aiuti a famiglie e disabili, dallo stop agli inceneritori alle trivelle".

I primi dati del referendum su Rousseau parlano intanto di oltre 28mila votanti nelle prime due ore di votazione. Dalle 9 alle 11 "hanno votato 29.781 iscritti certificati. Abbiamo gestito 24.000 connessioni in contemporanea con picchi di 1.200 richieste al secondo". Secondo l'associazione "si tratta di un record storico per Rousseau: un traffico addirittura 10-12 volte superiore rispetto a quello del primo turno di votazioni per la scelta dei candidati alle europee".

L’associazione spiega con questo record di accessi i piccoli disservizi sulla piattaforma all’inizio delle votazioni: "Nelle prime fasi di voto, l'elevato afflusso di utenti sul sistema ha causato dei piccoli rallentamenti nell'ordine dei secondi; tuttavia è stato garantito il regolare svolgimento delle votazioni. In considerazione dell'elevato afflusso, grazie al nuovo sistema di voto è stato possibile scalare in tempo reale l'infrastruttura sottostante (numero di nodi, scaling dei servizi di backend, capacità computazionale del Db) andando a soddisfare tutte le richieste".

Aspettando Rousseau: governo giallorosso appeso a 115mila iscritti M5S

Oggi è il giorno del referendum su Rousseau. Gli iscritti al M5S dovranno esprimersi sul governo giallorosso: "Sei d'accordo che il MoVimento 5 Stelle faccia partire un Governo, insieme al Partito Democratico, presieduto da Giuseppe Conte? SI - NO" è il quesito a cui 115.372 iscritti con diritto al voto potranno rispondere dalle 9 alle 18.

L'ordine della votazione prevede il SI prima del NO ma inizialmente, secondo quanto segnalato da Repubblica, l'ordine era inverso, il no era prima del si, ordine poi cambiato perché avrebbe potuto incidere sul voto degli iscritti e quindi sull’esito finale del referendum cui possono partecipare i militanti registrati sulla piattaforma online da almeno sei mesi.

Anche quando su Rousseau si votò sul contratto di governo M5S-Lega, il "si" precedeva il "no" ma sulla scheda non si citava esplicitamente il Carroccio: si chiedeva agli iscritti solo se approvassero o meno il contratto del Governo del cambiamento.

Alla vigilia del voto online anche Beppe Grillo è sceso in campo parlando di "occasione unica" per cambiare il paese, ammonendo Di Maio a non irrigidirsi troppo sui punti "che raddoppiano come alla Standa", riferendosi ai 20 punti posti dal capo politico dei 5 Stelle (dai 10 iniziali) per siglare l’accordo con i dem. Di Maio ieri ha poi comunicato la decisione dei 5 Stelle di rinunciare al ruolo di vicepremier perché anche il Pd non lo avrà.

Il post sul Blog delle Stelle

Il voto su Rousseau è accompagnato oggi da un post sul Blog delle Stelle secondo cui: "Quello che stiamo vivendo è un momento molto delicato per il Paese. E va affrontato mettendo al centro gli interessi e le esigenze dei cittadini, della comunità che tutti insieme formiamo".

Il post ribadisce la linea del M5S di fronte alla crisi: "Per noi il mandato dei cittadini è una cosa seria, dura 5 anni anni che è il tempo previsto dalla Costituzione per realizzare un programma di Governo in modo strutturale".

L’articolo dopo aver addebitato al Carroccio tutta la colpa della crisi elenca quali sono le "necessità non rinviabili" per il Paese: "innanzitutto tagliare 345 parlamentari" poi "impedire l’aumento dell’Iva" ma anche "lavorare a tanti temi decisivi che il nostro capo politico Luigi Di Maio ha illustrato qualche giorno fa dopo le consultazioni al Quirinale: taglio delle tasse, tutela del lavoro, avvio di un grande programma di investimenti per la tutela ambientale (green new deal) e per l’economia circolare, lotta alla criminalità organizzata, tutela e valorizzazione dei nostri beni comuni. Queste, come altre questioni determinanti per il presente e il futuro del Paese, aspettano delle risposte e delle soluzioni". Dopo Rousseau.

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