Xylella, Italia condannata da Corte di Giustizia UE: "Ritardi e mancanze"

L'Italia è stata condannata oggi dalla Corte di Giustizia UE per non essere intervenuta tempestivamente per limitare la diffusione della Xylella fastidiosa, il batterio responsabile del disseccamento rapido degli ulivi in Puglia.

La Corte di Giustizia UE, accogliendo il ricorso presentato dalla Commissione Europea, ha stabilito che l'Italia non ha applicato le misure obbligatorie in arrivo dall'UE, tardando quindi nelle ispezioni e l'abbattimento degli ulivi infetti e a rischio infezione, col risultato che la Xylella fastidiosa si è diffusa rapidamente in tutta la parte meridionale della Puglia, come potete vedere qui sotto nella mappa aggiornata al 23 agosto scorso.

Questa prima condanna per l'Italia chiude la prima fase di procedura di infrazione avviata nel 2015 e si traduce nel solo pagamento delle spese processuali.

Ad oggi la Puglia è stata suddivisa in quattro diverse zone dall'Osservatorio Fitosanitario del Dipartimento di Agricoltura, Sviluppo Rurale e Ambientale della Regione:


    Zona indenne: individui adulti sono stati catturati sulle chiome di ciliegio, mandorlo, olivo e piante di bordo (cupressacee e querce) con maggiore frequenza nei siti ove non si sono effettuati trattamenti fitosanitari (incolti e condotti in biologico).
    Zona cuscinetto: la presenza degli adulti è risultata costante rispetto agli ultimi rilievi, con catture effettuate essenzialmente su olivo (in particolare nei siti oltre i 300 m di altitudine) e su piante di bordo.
    Zona contenimento: individui adulti sono stati catturati prevalentemente su piante arboree/arbustive di bordo e in 2 siti olivetati. La densità di popolazione è comunque relativamente bassa.
    Zona infetta: in buona parte dei siti le catture di adulti su olivo sono risultate estremamente ridotte, una densità di popolazione maggiore è stata rilevata sulle chiome delle piante arboree ed arbustive (mirto, lentisco, fillirea, cipresso, querce) limitrofe gli oliveti monitorati.

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