Flat tax per le partite Iva a rischio con il nuovo governo: le possibili conseguenze

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La nuova maggioranza di governo cambierà inevitabilmente la politica fiscale e con la Lega fuori dall’esecutivo è a rischio la conferma della Flat Tax per le partite Iva. Stiamo parlando del regime forfettario per chi fattura fino a 65mila euro l’anno, che secondo le prime ipotesi potrebbe essere abolito o comunque modificato. Non c’è ancora nulla di concreto e comunque le eventuali modifiche non riguarderanno la prossima dichiarazione dei redditi. Le eventuali nuovo norme, infatti, non possono essere retroattive e riguardando la dichiarazione dei redditi 2020 l’anno fiscale 2019, bisognerà attendere l’anno successivo eventualmente per le nuove aliquote. Lo spiega bene a Tgcom24 il consigliere dell'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Milano Antonio Cau.

"I regimi hanno validità annuale e le norme non possono essere retroattive. Quindi anche in caso di abolizione del regime forfettario, chi vi ha aderito pagherà le tasse della prossima dichiarazione dei redditi secondo quel regime, e nel 2020 rientrerà nelle aliquote ordinarie".

Oggetto di modifiche da parte del nuovo governo giallorosso potrebbero essere due regimi: ovvero quello già entrato in vigore e che prevede un’aliquota forfettaria del 15% (che scende al 5% per chi avvia una nuova attività) per un reddito entro i 65mila euro; l’altro che entrerebbe in vigore dal 1° gennaio 2020 e che prevede un’aliquota del 20% per chi fattura tra i 65 e i 100 mila euro.

"Questo secondo scaglione - aggiunge Cau - , non essendo entrato ancora in vigore è quello più a rischio. Bisogna considerare che il futuro governo dovrà cercare risorse importanti per sterilizzare l'Iva".

Il governo Conte bis dovrà infatti trovare qualcosa come 25 miliardi di euro per disinnescare le clausole di salvaguardia, che prevedono l’aumento dell’Iva. Se la flat tax venisse abolita per recuperare risorse, insiste il consigliere dell'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Milano "per i 410mila contribuenti che hanno aderito al regime entro i 65mila euro ci sarebbero conseguenze sensibili. Non bisogna dimenticare che il regime oltre all'aliquota agevolata ha eliminato una serie di adempimenti e consente di evitare l'obbligo della fatturazione elettronica. Gli eventuali costi di una cancellazione del regime agevolato si riverserebbero sugli utenti".

Addio Flat Tax? Ecco le conseguenze

Insomma, una misura introdotta per incentivare i giovani ad aprire nuove imprese potrebbe già essere al capolinea con conseguenze importanti.

"Il regime era stato introdotto anche per aiutare i giovani che devono aprire una partita Iva per poter fare un lavoro, e anche per spingere molti a uscire dal sommerso. Quindi il rischio è che in buona parte sarebbero scoraggiati dal tenere aperta una partita Iva e qualcuno potrebbe persino decidere entrare, o rientrare, nel sommerso. Il vantaggio per le entrate sarebbe modesto - evidenzia inoltre Cau -, anche perché non a tutti conviene aderirvi. In quanto a fronte di un evidente vantaggio sul fronte dell'aliquota Irpef, c'è però il contrappeso dell'abolizione pressoché totale di detrazioni".

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