Governo impugna legge regionale del Friuli: "È discriminatoria"

Oggi per la prima volta si è riunito il Consiglio dei Ministri del Governo Conte bis. In questa occasione il Premier ha annunciato di aver proposto Paolo Gentiloni per la carica di Commissario Europeo e ci sono ottime chance che venga scelto al posto di Pierre Moscovici come nuovo Commissario europeo per gli affari economici e monetari. Per il nostro Paese sarebbe decisamente un bel colpo considerata la situazione non esattamente idilliaca nella quale versano i conti pubblici italiani, che potrebbero contare su uno occhio decisamente più benevolo rispetto al passato.

Tra le altre cose il nuovo CDM ha anche deciso di impugnare una legge regionale, la n. 9 del 08/07/2019, "Disposizioni multisettoriali per esigenze urgenti del territorio regionale", approvata dal Friuli Venezia Giulia a guida leghista. Secondo la valutazione del Ministro Boccia che ha proposto l'impugnazione, "numerose disposizioni sono risultate eccedere dalle competenze Statutarie della Regione" oltre al fatto che "talune disposizioni in materia di immigrazione appaiono discriminatorie".

L'articolo 45 della succitata legge prevede lo spostamento di fondi destinati a misure per l'accoglienza ai rimpatri coatti di migranti oggetto di provvedimenti di espulsione. È bene precisare che i rimpatri coatti sono una materia di competenza esclusiva dello Stato, motivo per il quale non si comprende l'iniziativa della Regione Friuli Venezia Giulia, che non ha potere decisionale in merito.

Lo scopo di tale iniziativa si può ricercare solo nell'intenzione di indebolire ulteriormente il sistema d'accoglienza per aumentare così i disagi e poter, quindi, utilizzare ancora più efficacemente il tema dell'immigrazione a fini propagandistici.

L'articolo 88 è stato altresì considerato incostituzionale perché prevede la concessioni di incentivi occupazionali a "soggetti che, alla data della presentazione della domanda di incentivo, risultino residenti continuativamente sul territorio regionale da almeno cinque anni". Questo articolo è chiaramente contrario al principio di eguaglianza sancito dall'art. 3 della Costituzione perché discrimina italiani e stranieri non residenti nella regione da lungo tempo, il che li rende inevitabilmente meno appetibili agli occhi di eventuali datori di lavoro.

Fedriga ha parlato di "vergogna assoluta", ma questi non sono gli unici rilievi sollevati sulla legge in questione, che in altre parti eccede dalle sfere di competenza regionale. Di sicuro le due norme succitate non hanno alcuna possibilità di passare indenni al vaglio della consulta.

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