"Trump aiutaci": Hong Kong chiama gli USA. Nuova giornata di proteste (Foto)


Al grido di "Trump aiutaci" anche oggi decine di migliaia di persone hanno manifestato a Hong Kong contro il governo locale eterodiretto da Pechino. Una protesta nata circa tre mesi fa contro la legge sull’estradizione in Cina, poi ritirata, e che ha scoperchiato il vaso di Pandora del malcontento nell’ex colonia britannica. I manifestanti vogliono più libertà e democrazia.

Hong Kong, regione amministrativa speciale della Cina, è una piazza finanziaria di rilevanza mondiale e l’evolversi della situazione da questo punto di vista non può che preoccupare anche gli Stati Uniti, già impegnati peraltro sul fronte dei difficili negoziati con la Cina relativi alla guerra dei dazi.

Il corteo di oggi, scortato dalla polizia, era partito dal centro della città per finire davanti al consolato americano dove i manifestanti hanno appunto invocato l’aiuto del presidente USA. Tensioni si sono registrate in particolare verso la fine del corteo quando la metropolitana è stata chiusa per impedire l'afflusso di altre persone e all’entrata alcuni attivisti hanno appiccato un incendio per il quale sono dovuti intervenire i vigili del fuoco.

Sempre oggi è stato arrestato il leader del cosiddetto Movimento degli ombrelli (pro-democrazia) Joshua Wong, appena rientrato da Taiwan. L’uomo, fermato stamattina all’arrivo in aeroporto, è accusato di violazione delle regole sulla libertà su cauzione, a seguito del precedente arresto di agosto: "Sono attualmente tenuto in custodia" si legge sugli account social di Demosisto, il partito di Wong.

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