Conte: "Reddito di cittadinanza resta, Lega voleva più poltrone?"

AGGIORNAMENTO ORE 19:00 - Dopo gli interventi delle varie forze politiche, Giuseppe Conte ha preso la parola per la sua replica. Numerose le stoccate alla Lega, che ha interrotto ripetutamente il premier: "Ho ascoltato in silenzio, con attenzione, prendendo appunti sulle parole più usate: tradimento, oltraggio a italiani, addirittura sequestro del voto. Mi chiedo se la nostra Costituzione esiste ancora o è stata stracciata", ha dichiarato Conte, ricordando sostanzialmente che anche il precedente governo era nato da un accordo post elettorale e non era espressione diretta di una volontà popolare.

"La nostra Costituzione esprime un assetto e un equilibrio istituzionale, noto come democrazia parlamentare: significa - insiste il presidente del Consiglio - che voi parlamentari siete eletti dal popolo e che questo governo viene qui a chiedere la fiducia". Rivolgendosi al partito di Matteo Salvini, il premier mette il Carroccio davanti alla responsabilità di aver staccato la spina all’esecutivo sulla base di logiche dettate dai sondaggi. "Non ho mai detto e non dirò mai che voi avete tradito: mi rivolgo alla Lega. Dico che mentre il M5S è stato coerente al proprio programma voi dimostrate di essere coerenti alle vostre convenienze elettorali".

"Avete sbagliato giuramento - accusa - perché i ministri che hanno giurato letteralmente di tutelare l'interesse esclusivo della nazione non del proprio partito". È una guerra aperta, insomma, quella di Conte ai leghisti, che accusano il Movimento 5 Stelle di essere “imbullonato alle poltrone”. Un’espressione che il premier definisce volgare: "C'è stato il deputato Garavaglia con cui ho lavorato per mesi fianco a fianco che ha usato un'espressione volgare: 'Volete rimanere imbullonati alle poltrone'. È un'espressione che non trovo appropriata perché per me una poltrona è fonte di responsabilità ma che devo pensare: 'Che volevate andare a elezioni per avere più poltrone?'".

Dopo aver confermato che il reddito di cittadinanza non sarà eliminato, bensì implementato, Conte ha anche rassicurato il Nord che continua a sentirsi “escluso” dal nuovo governo: "Il Nord avrà tutte le attenzioni. La nostra attenzione al Sud non significa che trascureremo il Nord. Al Nord guardiamo perché abbiamo un impegno di realizzare il progetto di autonomia differenziata - insiste - . Lo dobbiamo ai tanti cittadini e a tutte le comunità che hanno chiesto di percorrere il percorso di riforma previsto dalla Costituzione. Con le cautele che ci consentiranno di non dividere ancora in due l'Italia".

Al termine dell’intervento del presidente del Consiglio, hanno preso il via le dichiarazioni di voto sulla fiducia.

Le dichiarazioni programmatiche di Conte alla Camera

Aprendo le sue dichiarazioni programmatiche Giuseppe Conte marca la distanza con il precedente esecutivo, che fino a poche settimana fa ha guidato, a cominciare dalle parole: "Basta proclami, la lingua del governo sarà una lingua mite" dice citando l’ex presidente della Repubblica Saragat ma il riferimento sembra indirizzato soprattutto all’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini che però non viene menzionato.

Questo è il "governo più giovane della storia della Repubblica" aggiunge il premier, una Repubblica che deve tornare ad avere "un volto umano". L’esecutivo sarà "mosso dal primario obiettivo dell'interesse nazionale, ho sempre inteso il mio ruolo cercando di guardare sempre al bene comune senza lasciare che prevaricassero interessi di parte".

Conte in queste sue prime dichiarazioni parla di equità sociale, di "un progetto di Paese a favore dei cittadini" che sostenga la natalità, che riporti al centro i giovani che non devono rinunciare al loro futuro. Il presidente del Consiglio parla anche della necessità di un "Green New Deal" per l’Italia che deve diventare una "Repubblica Smart" con conseguenti ricadute sull’occupazione.

"Dobbiamo perseguire una strategia di azione che porti l'Italia a primeggiare, a livello mondiale, in tutte le principali sfide che caratterizzano la quarta rivoluzione industriale" dice Conte.

Taglio cuneo fiscale e meno tasse

Il premier propone quindi un vero e proprio "patto politico e sociale" per le generazioni più giovani e per quelle che verranno, definendosi il "garante e primo responsabile" del programma di governo.

Conte lancia anche l’idea non nuova di una banca di investimenti per lo sviluppo del Sud e si sofferma sull’importanza di sostenere l’internazionalizzazione del made in Italy e le piccole e medie imprese, cuore del nostro sistema produttivo, anche attraverso una intelligente politica fiscale, per un "fisco amico" di cittadini (nel rispetto della progressività del sistema fiscale) e aziende.

"Tutti devono pagare le tasse, ma proprio tutti, perché tutti possano pagare meno... Il nostro obiettivo prioritario è ridurre le tasse sul lavoro, il cosiddetto cuneo fiscale, a totale vantaggio dei lavoratori". Conte rilancia anche sul salario minimo, cavallo di battaglia del M5S, e sottolinea la necessità di una legge sulla parità di genere nelle retribuzioni.

Le sfide di quest’anno per Conte sono essenzialmente due: evitare l’aumento dell’Iva e il taglio del cuneo fiscale. Le risorse? Verranno in parte da una seria lotta all’evasione fiscale, dalla rivisitazione della spesa e delle tax expenditures. Conte accenna anche all’importanza di tutelare i beni comuni e della salvaguardia delle politiche di welfare universali del nostro sistema sanitario, promettendo un nuovo piano di assunzioni.

Il premier ribadisce anche che il taglio dei parlamentari, obiettivo primario della legislatura per i 5 Stelle, dovrà essere calendarizzato al più presto così come è necessario "un percorso di riforma del sistema elettorale".

Un'Europa più solida ma anche più solidale

Il premier invita poi tutti a costruire un’Europa "più solida ma anche più solidale, più attenta alla coesione sociale e territoriale" per attuare il "pilastro europeo dei diritti sociali". L’Italia sarà critica ma allo stesso tempo collaborativa con l’Europa a cui chiederà maggiore flessibilità.

Per difendere gli interessi nazionali non serve il sovranismo, dice Conte, piuttosto non bisogna farsi influenzare dai poteri economici e dalle influenze esterne: "Difendere l'interesse nazionale non significa abbandonarsi a sterili ripiegamenti isolazionistici ma mettere la Patria al di sopra di tutto e non farsi condizionare da poteri economici e indebite influenze esterne". Perché: "È nel perimetro dell’Europa, non fuori da esso, che si deve cercare il benessere degli italiani" come la storia insegna, aggiunge il premier che mira a un "nuovo protagonismo di uno degli stati fondatori" dell’Ue.

Migranti, rivedere i decreti Sicurezza

In tema di migranti Conte ribadisce che i decreti Sicurezza fortemente voluti dal ministro dell’Interno Matteo Salvini saranno rivisti secondo i rilievi del Quirinale (per prima cosa l'obbligo di salvataggio in mare) anche perché i "decreti attuativi ne hanno stravolto l’equilibrio complessivo".

Per il fenomeno dell’immigrazione via mare "non si può prescindere dalla solidarietà dai paesi europei, solo annunciata per ora". Conte parla di iniziative concrete da prendere con il nuovo esecutivo Ue e i partner europei aggiungendo che in tal senso il discorso è stato già avviato positivamente con la presidente eletta della Commissione Ue. Conte sottolinea anche la salda appartenenza "euroatlantica" dell’Italia.

Nel chiedere la fiducia il premier invita le forze politiche a mostrare di agire nel reale "interesse dei cittadini" senza farsi distrarre "da ragioni altre". Il presidente del Consiglio ha poi chiuso esprimendo la sua solidarietà alle ministre Villanova e De Micheli, oggetto di insulti sessisti, e dicendo infine che questo è il momento di avere "coraggio" per un "Paese migliore". Il presidente della Camera Roberto Fico è stato costretto più volte a richiamare l’aula all’ordine, specie sul finale quando dai banchi delle opposizioni si è alzato il grido "elezioni, elezioni".

Conte bis alla Camera per il voto di fiducia

È il giorno della fiducia alla camera per il Conte bis, il governo sostenuto da M5s, Pd e LeU, nato dalle ceneri della maggioranza gialloverde.

Il premier Giuseppe Conte alle 11 sarà a Montecitorio per l'atteso discorso sul quale chiederà all’aula la fiducia, un discorso che sarà tutto improntato sulla discontinuità rispetto al precedente esecutivo, su un’Italia convinta europeista e sulle riforme necessarie al paese.

Alla Camera non ci saranno problemi ma il vero banco di prova per il nuovo governo ci sarà già domani al Senato dove per il voto di fiducia in questo ramo del parlamento la maggioranza giallorossa ha numeri ben più risicati.

Il discorso del presidente del Consiglio alla Camera sarà trasmesso tra l’altro in diretta streaming sui profili social di Giuseppe Conte.

Il segretario dem Nicola Zingaretti ieri chiudendo la Festa dell’Unità a Ravenna ha detto che con il voto di fiducia di oggi si chiuderà in Italia la stagione "del populismo e dell’odio". Poi rivolgendosi agli alleati 5 Stelle Zingaretti ha chiesto lealtà promettendo che il Pd sarà un socio di governo affidabile se ci sarà reciprocità.

Fuori dal palazzo, a manifestare in Piazza Montecitorio, le opposizioni: Fratelli d’Italia con Giorgia Meloni che ha lanciato l’iniziativa, l’ex vicepremier e leader leghista Matteo Salvini e il governatore ligure Giovanni Toti che ha fondato un nuovo partito dopo la fuoriuscita da Forza Italia. Berlusconi e i suoi non partecipano alla manifestazione ma gli azzurri voteranno no alla fiducia.

Il dibattito e il voto di fiducia alla Camera sul Conte 2

Alle 10 si è riunita la Conferenza dei presidenti dei gruppi parlamentari per definire i tempi della discussione sulla mozione di fiducia. Il voto finale arriverà solo in serata, verso le 21. Le votazioni dovrebbero cominciare verso le 19.30, viste le 4 ore e mezza di dibattito stabilite dalla Conferenza dei capigruppo.

Dopo il discorso programmatico del premier, con inizio previsto alle 11, la seduta sarà sospesa e il testo verrà depositato in Senato. Alle 13 nuova riunione per il dibattito, replica del premier prevista per le 15:45 circa, poi le dichiarazioni di voto e le votazioni.

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