Zuckerberg oscura Casapound: cancellate le pagine su Facebook e Instagram

casapound facebook

Mentre è in corso il dibattito sulla fiducia al governo Conte bis alla Camera dei Deputati, Casapound sparisce da Facebook e Instagram. Lo ha deciso l’azienda che fa capo a Mark Zuckerberg, che ha chiuso le pagine ufficiali del partito di estrema destra e i profili dei responsabili nazionali, ma anche quelli di alcuni esponenti locali. In totale, sono stati chiusi decine e decine di profili e pagine associate al partito di Gianluca Iannone: cancellata persino la pagina certificata da Facebook, quella con tanto di bollino blu, di Casapound Italia, che aveva ben 280mila follower. Per ora, invece, non risultano sanzioni su Twitter.

Secondo quanto riferisce un portavoce di della società italiana che fa a capo a quella americana di Mark Zuckerberg, le pagine e i profili collegati a Casapound sono stati chiusi per istigazione all’odio.

"Le persone e le organizzazioni che diffondono odio o attaccano gli altri sulla base di chi sono non trovano posto su Facebook e Instagram - le parole del portavoce dell’azienda riportate da Repubblica.it - . Candidati e partiti politici, così come tutti gli individui e le organizzazioni presenti su Facebook e Instagram, devono rispettare queste regole, indipendentemente dalla loro ideologia. Gli account che abbiamo rimosso oggi violano questa policy e non potranno più essere presenti su Facebook o Instagram".

Casapound: "Ci cancellano perché contro il governo"

La replica di Casapound non si è fatta attendere ed è arrivata direttamente da Gianluca Iannone, che accusa sostanzialmente l’azienda di Facebook di prevaricare le leggi nazionali italiane. Dietro la chiusura di pagine e profili legati all’organizzazione di estrema destra, ci sarebbero le proteste nei confronti del nuovo governo giallorosso.

"Ci cancellano perché eravamo in piazza contro il "governo". Siamo di fronte ad un attacco discriminatorio dal parte dei colossi del web. Si tratta di un attacco senza precedenti. Siamo schifati. Stanno chiudendo tutti i profili, provinciali, regionali, nazionali e quelli ufficiali, sia del movimento che del blocco studentesco. Stanno arrivando le notifiche a tutti, anche ai responsabili del Primato Nazionale. Una situazione che rispecchia la situazione attuale del governo della poltrona. Intenteremo una class action urgente contro un atto di una prevaricazione vergognosa".

Segnalati anche i profili riconducibili al giornale ufficiale del movimento, dunque, una decisione che Iannone definisce un "abuso, commesso da una multinazionale privata in spregio alla legge italiana. Uno sputo in faccia alla democrazia. Un abuso commesso in un giorno simbolico. Un segnale chiaro di censura che per ora colpisce noi, ma indirizzato a tutta l'opposizione al governo PD/5Stelle. Questo è solo l'inizio, chissà di cosa saranno capaci".

Alcuni esponenti della maggioranza, come Emanuele Fiano, Alessia Morani e Andrea Marcucci, tutti del PD, invece, vogliono vederci chiaro e capire cosa abbia spinto realmente Facebook a prendere una decisione così drastica.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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