Governo, il Conte 2 ottiene la fiducia anche al Senato

AGGIORNAMENTO 19.12 - Giuseppe Conte incassa la fiducia anche al Senato: 169 i sì, 133 i voti contrari e 5 gli astenuti. La maggioranza era di 152 seggi.

Governo, oggi la parola passa al Senato

Al termine di una lunga giornata, segnata da contestazioni prolungate nell'aula di Montecitorio, il Governo Conte bis ha incassato ieri la fiducia dal primo ramo del parlamento: 343 i sì, 263 i no e tre astenuti. Oggi la parola passerà al Senato, dove il Premier Conte non ripeterà il suo discorso come da recente consuetudine.

Alle ore 10 inizierà il dibattito e alle 15:30 è in programma la controreplica di Giuseppe Conte. Alle 17, invece, sono previste le dichiarazioni di voto dei vari gruppi di Palazzo Madama e a seguire si svolgerà il voto di fiducia per chiamata nominale. Di sicuro, l'atmosfera al Senato non sarà molto diversa rispetto a quella respirata alla Camera dei Deputati. Le continue intemperanze da parte dei rappresentanti della nuova minoranza potrebbero, verosimilmente, far slittare leggermente il programma come avvenuto alla Camera.

I numeri al Senato

Il "numero magico" al Senato è 161 e la somma dei gruppi di M5S e PD non è sufficiente per ottenere la fiducia. Il gruppo dei 5 Stelle è composto da 107 senatori, ma ci saranno due sicure defezioni: quella di Vittoria Bogo Deledda, da tempo assente per motivi di salute, e quella di Gianluigi Paragone, che voterà contro come annunciato nei giorni scorsi. Il Pd, invece, conta 51 senatori, ma non potrà annoverare Matteo Richetti, che ha fatto sapere che non parteciperà al voto in segno di dissenso nei confronti del suo partito.

155 è dunque la somma dei voti "sicuri" di M5S e PD. Alla nuova maggioranza si andranno a sommare altri 9 senatori del gruppo misto: i 4 senatori eletti con LeU (Loredana De Petris, Francesco La Forgia, Pietro Grasso e Vasco Errani); il socialista Riccardo Nencini (eletto da indipendente nelle file del centrosinistra); 4 ex del M5S (Maurizio Buccarella, Gregorio De Falco, Saverio De Bonis, Paola Nugnes). Il numero salirà così a quota 164, oltre la soglia prevista.

A sorpresa, invece, non voterà con la maggioranza Carlo Martelli, uno dei due espulsi dal M5S (insieme a Buccarella) nell'ambito dell'affaire "rimborsopoli". Sono invece 12 gli incerti: i 5 Senatori a vita (con Segre e Monti più orientati verso il sì), i due senatori del Maie (Ricardo Merlo e Adriano Cario), i 3 rappresentanti del Svp (Julia Unterberger è più orientata verso il sì) oltre a Bressa e Casini, entrambi eletti nel centrosinistra, che fanno sempre parte del Gruppo Per le Autonomie.

Sono invece 139 i sicuri voti contrari: i 61 di Forza Italia, i 18 di Fratelli d'Italia, i 58 della Lega e il dissidente M5S Paragone.

La situazione è questa, ma non è da escludere che qualcun altro dei 5 Stelle decida di fare uno sgambetto a questo Governo votando a sorpresa contro la fiducia.

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