Liliana Segre: "Basta con l'odio. È facile passare dalle parole ai fatti"

La senatrice a vita Liliana Segre voterà sì alla fiducia al nuovo governo di Giuseppe Conte e nel suo intervento in aula nel giorno del suo 89esimo compleanno, è tornata a parlare delle sue preoccupazioni per l'odio e il razzismo sempre più diffusi in Italia e, in riferimento al leader della Lega Matteo Salvini, all'utilizzo dei simboli religiosi per puri fini propagandistici:

Mi hanno preoccupato i numerosi episodi susseguitisi durante l'ultimo anno che non di rado mi hanno fatto temere un inesorabile imbarbarimento della nostra società. I casi di razzismo, sempre più diffusi, trattati con indulgenza, in modo empatico, che quasi sembrano entrati nella normalità del nostro vivere civile. Ma allarmante è anche la diffusione dei linguaggi di odio, sia nella Rete sia nel dibattito pubblico. Troppo spesso al salutare confronto delle idee si sostituisce il dileggio sistematico dell'avversario, col ricorso anche all'utilizzo di simboli religiosi, che a me fanno effetto, in un farsesco ma pericoloso revival del Gott mit uns. A me fanno questo effetto.

Segre, sopravvissuta al campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, ha vissuto in prima persona quanto sia facile passare dalle parole ai fatti con l'odio e la discriminazione:

La politica che investe nell'odio è sempre una medaglia a due facce. Non danneggia soltanto coloro che vengono scelti come bersaglio, ma incendia anche gli animi di chi vive con rabbia e disperazione il disagio provocato da una crisi che attraversa, ormai da un decennio, il continente e il mondo. L'odio si diffonde e questo è tanto più pericoloso. Mi hanno insegnato che «chi salva una vita salva il mondo intero». Per questo un mondo in cui chi salva vite, anziché premiato, viene punito mi pare proprio un mondo rovesciato. Credo che l'accoglienza renda più saggia e umana la nostra società.

Proprio per scongiurare il più possibile il ripetersi degli errori del passato, la senatrice a vita ha apprezzato la decisione del precedente esecutivo di reintrodurre l'educazione civica, ma ha anche evidenziato come lo studio della storia stia passando lentamente in secondo piano:

Penso infine all'insegnamento della storia, disciplina molto speciale perché ci insegna a non ricadere negli errori del passato. Perdere la storia è uno dei primi effetti collaterali della perdita del futuro. La disciplina sta sparendo non solo dagli esami di maturità, ma dalla stessa coscienza delle persone. Senza memoria storica, l'umanità è condannata a disumanizzarsi.

Pur dicendosi preoccupata dalla nascita del nuovo governo, Segre si è detta speranzosa:

La mia speranza è da ultimo che il nuovo Governo assuma e faccia proprio anche il senso di quel dovere civile, di quella vocazione all'interesse generale che ci viene dai versi di John Donne: «Non chiedere mai per chi suona la campana: essa suona per te». È con questo spirito che mi accingo ad esprimere, fiduciosa, un voto favorevole al nuovo Governo.

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