Salvini al Senato: "Siete minoranza nel Paese"

Non la invidio, presidente Conte-Monti, così come non invidio tanti colleghi che ho sentito oggi pomeriggio. Ormai si capisce quando uno ha il discorso che gli viene da dentro, dalla testa, dal cuore e dall'anima e quando deve leggere un compitino scritto a casa, a cui non crede neanche lui. Siete passati dalla rivoluzione al voto di Casini, di Monti e di Renzi, con tutto il rispetto.

Inizia così l'intervento del leader della Lega Matteo Salvini al Senato nel giorno del voto di fiducia al nuovo esecutivo di Giuseppe Conte. Un "Salvini show" che ricalca per temi e toni le dirette Facebook a cui i suoi sostenitori e gran parte della stampa italiana sono ormai abituati. L'ex Ministro dell'Interno cita Aristotele e porta avanti la sua propaganda anche dall'aula del Senato.

Salvini ricorda la piazza di ieri a Montecitorio e spiega che il nuovo esecutivo dovrà essere pronto a tante piazze come quella:

Ieri in piazza c'era gente a volto scoperto, a mani nude, sorridente, senza petardi, senza manganelli; ieri i poliziotti e i carabinieri erano sorridenti in casa loro. Abituatevi a tante piazze come queste: siete minoranza nel Paese. Grazie a un gioco di palazzo magari siete maggioranza per salvare le poltrone, qua fra i sedili rossi, ma siete minoranza nel Paese e anche all'interno dei vostri stessi partiti.

Continua a sostenere che i suoi avversari politici abbiano paura di torna al voto e ribalta la frittata: lui che è stato accusato per mesi e mesi di fomentare e diffondere l'odio in Italia, adesso accusa gli altri di averlo fatto. E allo stesso modo, lui che ha aperto una crisi di governo in pieno agosto, ora accusa gli altri di averlo tradito e di essere responsabili della crisi.

Poi Salvini passa al programma del nuovo esecutivo e si lamenta il progetto di smantellare alcuni dei provvedimenti approvati grazie alla Lega e di accantonare quelli che Matteo Salvini avrebbe voluto realizzare, come la flat tax che è stata al centro della campagna elettorale di Salvini. Poi, come ha sempre fatto, torna a parlare di attaccamento alle poltrone.

Anzi, il discorso di Salvini è alternato proprio da quei cavalli di battaglia della sua propaganda. Ciclicamente sottolinea quelli che sono i punti chiave: quel "Mai col PD", "chi non vuole il voto non ha la coscienza a posto", "Conte e le poltrone", "Conte come voltagabbana" e via dicendo, tirando in ballo anche i propri figli come accade da giorni sul profilo ufficiale di Salvini su Facebook.

E tira in ballo anche il caso Bibbiano, specificando che la Lega non condanna nessuno a priori, neanche il sindaco PD che ha governato la città della Val D'Enza, ma non perde occasione per parlare del Partito Democratico come del "partito di Bibbiano":

Per noi la famiglia è al centro. Oggi c'è stata la seconda richiesta di arresto per il sindaco di Bibbiano; noi, a differenza di qualcun altro (e poi lo dirò), non condanniamo prima del processo. Anche questa è una differenza di stile, fondamentale.

Nel discorso finisce anche Roberto Saviano, altro cavallo di battagli di Matteo Salvini, che viene definito dal senatore leghista come vicino a molti dei senatori presenti oggi in Aula. E ogni volta che si rivolge al Presidente del Consiglio lo chiama "Conte-Monti", altro cavallo di battaglia perfezionato da Salvini in queste ultime settimane di crisi di governo, quando il suo obiettivo di tornare subito al voto non si è concretizzato come da lui calcolato sulla base dei sondaggi.

Nonostante gli attacchi e le accuse lanciate a Giuseppe Conte e al nuovo esecutivo - lui che da giorni sostiene di "non voler rispondere agli attacchi", figuriamoci lanciarli - conferma il voto negativo alla fiducia e precisa che la Lega sarà pronta a fare "opposizione leale in questo Parlamento", anche se le dichiarazioni che arrivano da ambienti leghisti sembrano confermare che si farà di tutto per mettere i bastoni tra le ruote al Conte 2. Lo aveva anticipato nei giorni scorsi Calderoli e lo ha ribadito oggi il capogruppo leghista Massimiliano Romeo: "Li faremo impazzire fino alla fine".

Divertitevi. Noi torneremo a governare questo Paese per amore dell'Italia e non della poltrona. Onore e dignità valgono più di mille poltrone.

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