Bellanova: "L'emergenza italiana si chiama lavoro, non immigrazione"

La Ministra delle politiche agricole alimentari e forestali Teresa Bellanova è pronta a mettersi il lavoro dopo che l'esecutivo di Giuseppe Conte ha incassato la fiducia alla Camera e al Senato. E sembra avere le idee chiarissime su quale sia la vera emergenza in Italia, al di là di quello che la propaganda dell'ex Ministro dell'Interno ha fatto credere ai cittadini.

Intervistata oggi dal Corriere della Sera, Bellanova ha spiegato:

È vero che con i 5 Stelle abbiamo differenze programmatiche: dobbiamo portarle a sintesi, questa è la fatica del governo. E vediamo soprattutto se riusciamo ad affrontare l’emergenza italiana che non si chiama immigrazione ma lavoro. Tante aziende mi chiamano perché se non c’è un flusso programmato dell’immigrazione e quindi anche della manodopera, è un problema. Ci sono terreni dove i prodotti rimangono non raccolti.

Bellanova conferma il pugno duro al caporalato e anticipa una stretta collaborazione con la Ministra del Lavoro Nunzia Catalfo:

Non intendo indietreggiare di un millimetro sull’applicazione della legge sul caporalato. Che è repressione ma anche prevenzione. E il mio lavoro da domani è esattamente questo: ci sarà un tavolo di coordinamento con la ministra del Lavoro per definire le misure rispetto alla prevenzione, perché bisogna consentire alle aziende che lavorano nella legalità di andare su una piattaforma per trovare i lavoratori. Se non lo fai il caporale diventa l’ unico mezzo. Se non dai linee di trasporto che consentano alla gente di andare nei campi tu non ti liberi del caporale. Il caporalato è mafia e criminalità organizzata.

La Ministra ha lamentato mancanza di collaborazione da parte di chi l'ha preceduta, il leghista Gian Marco Centinaio, che si sarebbe rifiutato di effettuare il passaggio delle consegne e ha ribadito che le critiche sul suo abbigliamento o l'aspetto fisico non l'hanno scalfita più di tanto:

Potevo morire insieme alle mie colleghe a 15 anni in un pullmino dove erano stipate 40 persone invece di 9. Al contrario non solo ho avuto la possibilità di avere la mia vita, ma anche un figlio meraviglioso e l’opportunità di fare delle cose che incidono sulla vita degli altri. È evidente che ci sono delle cose che mi sono state negate: il diritto allo studio e il diritto all’infanzia e quindi al gioco. Ebbene, io adesso gioco con i colori, li amo perché amo la vita.

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO