Bloccata la reintroduzione dell’educazione civica voluta da Salvini

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L’educazione civica non sarà reintrodotta in questo anno scolastico. Si ferma così, temporaneamente o in maniera definitiva, un’altra delle battaglie di Matteo Salvini. A spingere per la reintroduzione nelle scuole dell’educazione civica era stata infatti la Lega durante l’esperienza del primo governo Conte. Il Consiglio superiore della Pubblica istruzione si è espresso oggi negativamente e all’unanimità nei confronti della sperimentazione nell’anno scolastico 2019-2020. Se non sarà abrogata, dunque, la legge che reintroduce la materia a scuola entrerà in vigore a partire da settembre 2020.

L’ex ministro Marco Bussetti aveva preparato una bozza di decreto per “forzare” l’avvio dell’insegnamento già da quest’anno, ma il Cspi ha detto no. Il Consiglio superiore sostanzialmente sostiene che non ci siano le tempistiche per sperimentare la nuova disciplina a partire da quest’anno scolastico. Nelle intenzioni di Bussetti, la prova sarebbe dovuta partire in tutte le scuole del primo e del secondo ciclo di istruzione. Il decreto inviato al Cspi il 26 agosto, dunque, ha ricevuto parere negativo, perché l’introduzione ora dell’educazione civica "ad anno scolastico iniziato, metterebbe in difficoltà le scuole: sono 33 ore di insegnamento, ma le programmazioni sono già state fatte".

Insomma, non c’è da parte del Cspi ostilità nei confronti della materia, piuttosto nei confronti della tempistica. Il Consiglio, si legge nella nota, "prende atto positivamente dell'approvazione quasi unanime da parte del Parlamento della norma che introduce l'insegnamento dell'Educazione civica negli ordinamenti delle scuole di ogni ordine e grado. È evidente che si tratta di un provvedimento che risponde a un'esigenza molto sentita nell'opinione pubblica, anche se la legge, nell'intento di seguire queste attese, presenta non poche difficoltà tecniche di applicazione".

Anief: "Contrari a sperimentazione forzata"

Il parere del Cspi ha trovato subito il favore dell’Associazione nazionale insegnanti e formatori, che fa sapere:

"Il giudizio contrario del Cspi, organo scolastico istituzionale super partes, conferma la nostra linea contraria a una sperimentazione forzata e a un ritorno dell’Educazione civica arraffato, pieno di contraddizioni e a costo zero".

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