Zingaretti: "Lo scisma renziano sarebbe lacerante"

Zingaretti fiducioso

"Come ha detto Papa Francesco sullo scisma, mi auguro, in piccolo, non avvenga". Questo è l'auspicio di Nicola Zingaretti, che teme la fuoriuscita dei renziani dal Partito Democratico.

Il Governo Conte bis è appena nato, ma già si parla di nuove manovre di palazzo. Da giorni, infatti, si vocifera della possibile nascita di gruppi di parlamentari renziani; due gruppi nuovi rispetto al Pd, nei quali potrebbero confluire anche alcuni esponenti di Forza Italia in cerca di una nuova collocazione visto il ridimensionamento elettorale del loro partito.

Per spiegare questa indiscrezione occorre prima fare un ricapitolo: Zingaretti dopo aver giurato per mesi di non avere alcuna intenzione di allearsi con i 5 Stelle al preciso scopo di tenere compatto il partito, ha fatto una clamorosa retromarcia proprio dopo aver ricevuto il via libera di Renzi, che ha indicato la via da seguire dal suo scranno da "senatore semplice".

L'ipotesi di un'intesa con i 5 Stelle era fortemente contrastata dai renziani, numerosissimi in entrambi i rami del parlamento anche grazie al golpe dell'ex segretario, che prima delle scorse politiche ha pensato bene di scrivere le liste elettorali in prima persona, sabotando così il meccanismo delle primarie proprio allo scopo di evitare ribaltoni e mantenere il controllo del partito qualunque fosse stato il risultato.

Dopo la batosta elettorale si è dimesso, ma nei fatti ha continuato a dettare la linea: prima ha sabotato sul nascere il dialogo tra il suo successore Martina e i 5 Stelle, spingendoli così tra le braccia della Lega, e poi ha promosso il matrimonio celebrato in questo mese di settembre nel segno della 'responsabilità' nei confronti del Paese.

Voler evitare di andare al voto in autunno, con la finanziaria ancora da scrivere e l'aumento dell'Iva da bloccare, può senza dubbio essere considerata una scelta responsabile. A quanto pare, però, Renzi avrebbe avuto anche un altro obiettivo: organizzare la sua fuoriuscita dal Pd, potendo esercitare il potere di staccare la spina a questo Governo nel momento a lui più propizio secondo i sondaggisti.

Zingaretti ha commentato con parole pungenti queste voci incontrollate: "Leggo tutti i giorni indiscrezioni, suggerisco ai giornalisti di chiedere anche perché, non si capiscono i motivi alla base di un fatto lacerante".

Aspettando di capire quali saranno le prossime mosse di Renzi, Zingaretti è concentrato sulle sfide che aspettano questo Governo. Sul fisco la scelta di Pd e M5S è quella di "archiviare definitivamente la flat tax, una tassa ingiusta," per "introdurre l'abbassamento delle tasse per i salari più bassi".

Altro tema spinoso è quello legato alle concessioni e Zingaretti si è detto pronto ad accettare la sfida lanciata dai 5 Stelle: "è giusto andare a una revisione delle concessioni, a una verifica degli investimenti fatti, una verifica su quando furono sottoscritte, sulla sicurezza".

La questione migranti è un'altra che verrà affrontata nel segno della discontinuità. Il segretario del Pd vuole partire dal porre fine al tira e molla con le ong: "non si possono lasciare degli esseri umani all'infinito in mezzo al mare. Anche io voglio dei confini sicuri, ma la soluzione prospettata non era una soluzione, era solo ordine pubblico".

La sfida per il Pd di Zingaretti si prospetta tutt'altro che semplice.

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