Gualtieri: "Una manovra restrittiva sarebbe controproducente"

Oggi si è conclusa la due giorni di Helsinki dove si è riunito l'Ecofin, il Consiglio di Economia e finanza del quale fanno parte tutti i ministri dell'Economia e delle finanze dell'Unione Europea. Per la prima volta a rappresentare l'Italia c'era Roberto Gualtieri, nuovo Ministro dell'Economia del neonato Governo Conte bis.

Al termine dei lavori Gualtieri ha spiegato di aver annunciato il suo "'no' ad una manovra economica restrittiva" ai colleghi stranieri e al vicepresidente della Commissione Europea Valdis Dombrovskis, perché "sarebbe controproducente in questa fase". L'obiettivo del Ministro e del Governo è quello di collocare la prossima manovra "nel quadro di una più generale e appropriata 'fiscal stance' dell'area euro"

Nell'Ecofin c'è stata inoltre una "importante discussione sulle regole fiscali" e all'interno di questa "c'è stata una apertura alla riflessione" circa la possibilità di "individuare forme di trattamento favorevole" per alcuni tipi di investimenti, in particolar modo per quelli legati ad una conversione green dell'economia. La discussione è partita, ma per il momento è ancora presto per "trarre conclusioni che sono assolutamente premature".

Per quanto riguarda la prossima manovra economica, Gualtieri ha puntualizzato che è "ovvio che questo Governo si batterà all'interno delle regole, che comprendono anche il pieno uso della flessibilità come chiesto da alcuni gruppi politici e come detto dalla presidente Von der Leyen". "C'è poi il dibattito sulle regole, ma sono due questioni distinte e come tali vanno trattate".

A pesare sul bilancio dello Stato c'è anche la stima fatta dal precedente Governo legata alla vendita di beni di proprietà pubblica. Il Governo prevedeva di incassare 18 miliardi di euro nel 2019, un obiettivo definito "irrealistico" da Gualtieri. Sul tema delle possibili privatizzazioni, invece, "non esiste" per il momento "un piano del governo".

Gualtieri, comunque, ha specificato di non sposare in pieno la "strategia di riduzione del debito" attraverso le privatizzazioni, cosa già fatta in passato "con esiti più o meno positivi": "La mia visione è che disponiamo di aziende pubbliche strategiche ed efficienti, che portano dividendi allo Stato e concorrono ad essere, nella loro autonomia, elementi di una capacità di politica industriale" dello Stato. Motivo per il quale: "Non penso che le privatizzazioni siano uno strumento per fare cassa e cui attingere risorse per far quadrare i conti".

Quest'ultima considerazione è molto importante; privatizzare per far fronte alle spese correnti è stato un errore clamoroso già commesso in passato, a partire proprio dai Governi di centrosinistra. Un errore che ha finito con l'impoverire il Paese, anche sotto il profilo dell'autonomia decisionale, senza risolvere il problema del debito.

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO