Franceschini: "Scissione? Ridicola, non ci voglio credere"

Si vocifera ormai da giorni che Matteo Renzi sarebbe in procinto di far nascere due nuovi gruppi di parlamentari in cui potrebbero confluire anche esponenti di Forza Italia non più in linea con le direttive di Silvio Berlusconi. Se dal diretto interessato non arrivano conferme né smentite, sono gli altri esponenti del PD ad auspicare che questo non succeda.

Dopo il segretario Nicola Zingaretti, è il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini a fare un appello a Matteo Renzi:

A Renzi dico il Pd è casa di tutti, casa tua e casa nostra. Il popolo della Leopolda è una parte del grande popolo del Pd, non separiamo questo popolo, non indeboliamoci spaccando il partito. Le diversità di leadership sono una ricchezza, un bene.

Intervenuto alla convention di AreaDem, Franceschini ha sottolineato che l'unità nel PD non è mai stata necessaria come oggi:

L'unità del partito è indispensabile ed è possibile, la scelta di far nascere il governo l'abbiamo condivisa, si è costruita una unità sfociata in un voto unanime della Direzione, non si vedeva da anni.

Il ministro si chiede anche quali siano le ragioni di una spaccatura come quella che si va paventando:

Io non voglio credere alla scissione o quella cosa ridicola della separazione consensuale. Ma come si fa a pensare a una separazione consensuale quando spacchi un partito? Ci è già capitata la ferita di vedere un segretario uscire dal partito, non la voglio più vedere. Ma dove sono le ragioni per giustificare una spaccatura? Siamo all'inizio di una storia politica, perché rischiare di indebolire il governo appena nato?

Foto | Palazzo Chigi

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