Renzi via dal Pd: "Costruiremo una nuova casa"

Il "senatore semplice" Renzi ha deciso di prendere la sua strada e l'ha fatto dopo aver avuto un ruolo decisivo nella formazione di questo nuovo Governo. L'ex segretario non ha mai digerito un ruolo da comprimario e adesso è pronto a guidare i suoi gruppi parlamentari in attesa delle prossime elezioni. L'addio è stato annunciato questa notte via social citando una frase di Robert Frost e una di Jovanotti. Poi, questa mattina ,la questione è stata approfondita con un nuovo post su Facebook e un'intervista pubblicata da Repubblica.

"Ho deciso di lasciare il Pd e di costruire insieme ad altri una Casa nuova per fare politica in modo diverso" Così inizia il suo post su Facebook. È un annuncio che suona come una liberazione per lui: "Dopo sette anni di fuoco amico penso si debba prendere atto che i nostri valori, le nostre idee, i nostri sogni non possono essere tutti i giorni oggetto di litigi interni. La vittoria che abbiamo ottenuto in Parlamento contro il populismo e Salvini è stata importante per salvare l’Italia, ma non basta. Adesso si tratta di costruire una Casa giovane, innovativa, femminista, dove si lancino idee e proposte per l’Italia e per la nostra Europa. C’è uno spazio enorme per una politica diversa. Per una politica viva, fatta di passioni e di partecipazione. Questo spazio attende solo il nostro impegno. Lascio le polemiche e le dietrologie a chi sta nei palazzi. Io sorrido a tutti e auguro buon ritorno a chi adesso rientrerà nel Pd. E in bocca al lupo a chi vi resterà. Per me c’è una strada nuova da percorrere. Lo faremo zaino in spalla, passo dopo passo. La politica richiede proposte e coraggio, non solo giochi di corrente. Noi ci siamo. Offriamo il nostro entusiasmo a chi ci darà una mano. Offriamo il nostro rispetto a chi ci criticherà. Ma offriremo soprattutto idee e sogni per l’Italia di domani. Ci vediamo alla Leopolda".

Nell'intervista a Repubblica ha invece parlato anche di numeri, confermando la nascita di due nuovi gruppi parlamentari: "I parlamentari saranno trenta, più o meno. Non dico che c'è numero chiuso, ma quasi. La vera sfida saranno le migliaia di persone che sul territorio faranno qualcosa di nuovo e di grande".

Durante l'intervista, però, non ha voluto annunciare il nome del nuovo partito, che senz'altro lui ha già in testa e vorrà rivelare solo durante la decima edizione della Leopolda: "Non sarà un partito tradizionale, sarà una casa. E sarà femminista con molte donne di livello alla guida. Teresa Bellanova sarà il capo delegazione nel governo".

La fuoriuscita dal Pd non è da leggersi, secondo Renzi, come un agguato nei confronti del neonato Governo, bensì "significa partire con chiarezza, stabilizzarlo. Non chiedo nulla. A Zingaretti lasciamo la maggioranza dei parlamentari. Mi avrebbe fatto comodo godere della rendita di queste ultime settimane per avere un potere di interdizione nel Pd. Ma bisogna dire, non interdire. Fare, non bloccare, proporre, non contrattare. E io credo che ci sia uno spazio per una cosa nuova. Che non è di centro o di sinistra ma che occupa lo spazio meno utilizzato dalla politica italiana: lo spazio del futuro".

L'ex Premier in occasione di questo suo addio ha rivendicato la manovra politica che ha portato alla nascita di questo nuovo Governo: "Il Conte bis è un miracolo. Aver mandato a casa Salvini resterà nel mio curriculum come una delle cose di cui vado più fiero".

L'obiettivo principale di Renzi è quello di "passare i prossimi mesi a combattere contro Salvini". A spingerlo fuori dal Pd è stata invece "la mancanza di una visione sul futuro" e il fatto di sentirsi "trattato come un intruso". Il suo addio, secondo Renzi, comporterà il rientro di "D'Alema, Speranza, Bersani. Va via un ex premier ne torna un altro, tutto si tiene".

Renzi non vede un futuro roseo per il Partito Democratico, che nasce come un "partito all'americana, capace di riconoscersi in un leader carismatico e fondato sulle primarie. Chi ha tentato di interpretare questo ruolo è stato sconfitto dal fuoco amico. Oggi il Pd è un insieme di correnti e temo che non sarà in grado da solo di rispondere alle aggressioni di Salvini e alla difficile convivenza con i 5 stelle".

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