Zingaretti: scisma Renzi un errore ma pensiamo al buon governo. Calenda: scissione di Palazzo


Il segretario dem Nicola Zingaretti commenta amaramente la decisione di Matteo Renzi di lasciare il Partito Democratico dando vita a due nuovi gruppi parlamentari, uno alla Camera e uno al Senato, ma guarda avanti:

"Ci dispiace. Un errore dividere il PD, specie in un momento in cui la sua forza è indispensabile per la qualità della nostra democrazia. Ora pensiamo al futuro degli italiani, lavoro, ambiente, imprese, scuola, investimenti. Una nuova agenda e il bisogno di ricostruire una speranza con il buon governo e un nuovo Partito Democratico"

L’ex premier potrà contare su una trentina di parlamentari, tra i 12 e i 15 al Senato secondo quanto dichiara. Renzi, dopo esser stato il regista della nascita del governo PD-M5S, per senso di responsabilità verso il Paese, in primo luogo per evitare l’aumento dell’Iva secondo la sua narrazione, a governo ultimato lascia il PD assicurando però che il supporto al Conte bis non è in discussione.

Tanto più che al Senato, dove i numeri a sostegno dei giallorossi sono risicati, Renzi punta a diventare ago della bilancia della nuova maggioranza, riacquistando visibilità e potere in questa legislatura, magari sperando di arrivare a condizionare anche l’elezione del prossimo Capo dello Stato, ma non si capisce sulla base di quale progetto, di quale visione di lungo periodo.

Come spiegare agli elettori la "scissione di palazzo", come l’ha efficacemente definita Carlo Calenda, quando si tornerà alle urne? Renzi è disposto a vivacchiare e a confinarsi in un ruolo politico tutto sommato marginale in prospettiva futura o crede davvero di fare breccia nel malcontento di Forza Italia per costruire un nuovo (pezzo di) centro(sinistra?)?

"Lascio il Pd per mancanza di visione nel futuro" ha detto Renzi. Quale sia la sua idea di futuro per ora non è dato sapere.

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