Martina su Renzi: "Andarsene così è un grave errore. Aprire subito una costituente per il nuovo PD"

L'ex ministro dell'Agricoltura ed ex segretario PD ha rilasciato un'intervista al Corriere della Sera.

Maurizio Martina, colui che per un po' ha tenuto le redini del PD dopo le dimissioni di Matteo Renzi dalla segretaria a causa della sconfitta alle elezioni di marzo 2018, ha commentato la scissione operata dall'ex Premier in seno ai dem. In una intervista al Corriere della Sera, l'ex ministro dell'Agricoltura ha detto esplicitamente che secondo lui quanto fatto da Renzi è un grave errore e non farà bene né al partito né al governo. Su Facebook, condividendo l'intervista, ha scritto:

"Quando appartieni a una grande comunità politica come il PD non ci sono separazioni consensuali e andarsene cosi è un grave errore. Ha sbagliato chi l’ha fatto qualche anno fa e sbaglia chi lo fa oggi. Sbaglia chi esce e anche chi magari guarda a queste uscite con un sospiro di sollievo. Per cambiare l’Italia serve un grande progetto collettivo, per sconfiggere la destra nel paese serve un autentico sforzo unitario, non ciascuno per se. Ai tanti disorientati in queste ore dico che oggi più di ieri serve l’ambizione di un nuovo Partito Democratico: aperto, innovativo, plurale, unitario. Lavoriamoci subito, con tutta la passione che abbiamo"

All'intervistatore Martina ha anche spiegato che secondo lui ora servirebbe una costituente per un nuovo PD e quando gli è stato chiesto se si possa parlare di "separazione consensuale", ha commentato:

"Mai creduto a questa formula. Né mi convince chi assiste e lascia fare. E sbaglia anche chi immagina che questa divisione si possa addirittura incoraggiare. Io sono un ultras dell’unità, e penso che si debba stare insieme, a maggior ragione di fronte a questa destra che è ancora tanto forte e radicata nel Paese. Perciò oggi più che mai ritengo indispensabile il rilancio di un Pd aperto, pluralista, casa di tutte le culture riformiste. Se toccasse a me decidere, aprirei subito una costituente"

Sulle ragioni della divisione, Martina proprio non riesce a trovare una spiegazione:

"Non riesco a trovare ragioni per dividerci, tanto più dopo il percorso unitario compiuto in queste ultime settimane che ha consentito la svolta politica nel Paese. E le motivazioni sentite fin qui sono fragili e per tanti davvero incomprensibili"

Maurizio Martina critica Matteo Renzi per scissione PD

E quando l'intervistatore gli fa notare che forse Renzi non può accettare l'erosione del suo potere da parte della maggioranza interna, come è emerso con il "caso Toscana", ossia il fatto che siano stati scelti pochi viceministri e sottosegretari toscani (e dunque vicini a Renzi), Martina ha detto:

"Non sono argomentazioni convincenti. Ci troviamo tutti di fronte a una sfida superiore, quella di dimostrare che siamo in grado di caricarci insieme di nuove responsabilità. Non possiamo tornare ad alimentare discussioni autoreferenziali quando è necessario mettere tutte le energie al servizio di una svolta sociale su lavoro, sanità…"

E sul fatto che i renziani possano sentirsi, dentro il PD, "schiacciati a sinistra", Martina ha risposto:

"Non vedo dove. Oltre tutto, intorno al tavolo per decidere il programma di governo, c’eravamo tutti, prospettiva e approccio sono condivisi unitariamente. E non si venga a parlare di braccio sinistro e braccio centrista, perché è la rappresentazione di una politica vecchia e non corrispondente all’Italia di oggi"

Per quanto riguarda la possibilità che ora nel PD ritornino coloro che, proprio in contrasto con Renzi, lasciarono il partito per dar vita a LeU e Articolo 1, Martina ha commentato:

"Servono coraggio e forza, torno a dire, per fare un salto di qualità nel modo in cui concepiamo il Pd come casa dei democratici italiani. Auspico un cambio di passo per chiamare a raccolta tutti coloro che capiscono che non si cambia l’Italia soltanto con il governo, ma anche con un grande soggetto politico. Non sono mai utili piccoli partiti che si fanno la guerra fra di loro"

L'ex ministro ha parlato anche dell'addio di Roberto Giachetti alla Direzione Nazionale del PD, annunciato proprio ieri perché contrario ad alleanze PD-M5S a livello regionale, e ha detto:

"Mi dispiace, spero che ci ripensi. Certo, non ci devono essere automatismi tra governo locale e giunte regionali. Però perché essere ostili a priori a un confronto per verificare se in un posto ci si può unire ad altri su obiettivi comuni e per non far prevalere forze pericolose per quel territorio?"

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