La Camera 'salva' Sozzani dall'arresto con il voto segreto: franchi tiratori nella maggioranza

Il deputato di Forza Italia è stato salvato dalla richiesta di arresti domiciliari dai franchi tiratori della maggioranza

Diego Sozzani non andrà agli arresti domiciliari come avevano chiesto i magistrati milanesi. Il Deputato di Forza Italia è coinvolto in un'inchiesta condotta dalla Dda di Milano. Per l'ex Presidente della Provincia di Novara nonché ex consigliere regionale piemontese, il gip aveva disposto gli arresti domiciliari per un finanziamento illecito pari a 10mila euro che Sozzani avrebbe ricevuto dall'imprenditore Daniele D'Alfonso (oggi in carcere) in vista delle elezioni del marzo 2018.

La Giunta per le autorizzazioni della Camera dei Deputati lo scorso primo agosto aveva dato il via libera alla richiesta di arresti domiciliari del gip per il deputato di Forza Italia. A favore avevano votato i rappresentanti di Pd e M5S.

Oggi si è svolto il voto alla Camera che avrebbe solo dovuto confermare il lavoro della Giunta visto che, oltretutto, M5S e Pd nel frattempo sono diventati alleati di Governo e potevano contare complessivamente su 327 voti. Le cose però non sono andate in questo modo e la richiesta di arresto è stata respinta da 309 deputati, mentre solo 235 hanno votato a favore.

La votazione è avvenuta a scrutinio segreto, fatto che ha permesso ad un consistente gruppo di deputati della maggioranza di votare insieme a Lega e Forza Italia. Prima del voto, per il Partito Democratico, era stato il deputato Alfredo Bazoli a parlare a nome del suo gruppo, annunciando il voto favorevole all'autorizzazione perché, in questo caso "non sussiste fumus persecutionis". Lo stesso ha fatto il deputato Saitta per il M5S.

Poco prima del voto lo stesso Sozzani ha preso la parola per difendere le proprie ragioni ed anche per annunciare che non avrebbe preso parte alla votazione: "Ho sempre considerato la politica un servizio e non una professione, senza aver mai avuto problemi con la giustizia. Oggi mi trovo coinvolto in un'inchiesta che mi coinvolge sulla base di intercettazioni di terzi, su un finanziamento che non ho affatto ricevuto con una società tra l'altro con cui ero in contenzioso economico. Sono devastato psicologicamente, assai preoccupato sul piano familiare e professionale. Sono innocente e non mi sottrarrò al confronto con la magistratura per cui nutro rispetto, ma chiedo di farlo da uomo libero e lascerò l'emiciclo per consentire il voto nella massima autonomia".

Sarebbe dovuto andare tutto secondo i piani prestabiliti e invece la maggioranza Pd-M5S si è spaccata così come, a dire il vero, avrebbe fatto anche quella Lega-M5S su un tema come questo. Al termine della votazione è scoppiata la bagarre in aula, mentre Sozzani ha ricevuto abbracci e congratulazioni da parte dei colleghi di Forza Italia.

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