Beatrice Lorenzin: "Entro nel PD per fermare Matteo Salvini"

"Occorre allargare il campo dei moderati".

Beatrice Lorenzin entra nel PD

Beatrice Lorenzin, ex fedelissima di Silvio Berlusconi in Forza Italia, dopo essere stata ministro della Salute con Enrico Letta, Matteo Renzi e Paolo Gentiloni, è stata rieletta in questa legislatura alla guida di Civica Popolare, nella fila del centrosinistra e ora completa il suo trasloco andando definitivamente nelle fila del PD. In una intervista a Repubblica, infatti, ha ammesso che lascerà il gruppo misto alla Camera e passerà al gruppo parlamentare del PD dopo aver detto di no a Italia Viva, il nuovo partito di Matteo Renzi, con cui ha detto di avere avuto dei contatti diretti.

Secondo Lorenzin la scelta di entrare nel PD "è quella più giusta rispetto al percorso fatto in questi anni" e ha spiegato:

"Sono stata ministra con Enrico Letta e Paolo Gentiloni, mi sono trovata in sintonia con Dario Franceschini. E ho capito che in questo momento, nel PD, si apre uno spazio enorme per chi vuole rappresentare un'area di contro, liberale e riformista. C'è bisogno di una grande casa politica per combattere alla pari con il vero avversario di tutti che è Matteo Salvini e il concetto di democrazia illiberale che sta portando avanti"

Lorenzin ha spiegato anche perché non torna da Berlusconi:

"Il Cavaliere è coalizzato con la Lega, che è antitetica rispetto a un progetto di società liberale e proprio grazie a FI continua ad avere legittimazione tra i moderati. In fondo quella di oggi è una scelta che io ho già fatto nel 2013, presentando il mio simbolo in un'alleanza con il centrosinistra: la sola in grado di contrapporsi ai sovranisti, che sono un pericolo per tutte le democrazie liberali occidentali, in particolare in Europa"

Lorenzin ha anche detto che il PD è "l'unica forza plurale e democratica che c'è nel Paese" e ha spiegato:

"Ritengo che in questa fase, di fronte a un Moloch come la Lega di Salvini, bisogna rafforzare il PD per aprirlo ancora di più ai territori, ai giovani, alle donne, alle istanze del ceto medio che si sente abbandonato"

E su Renzi ha detto che ritiene un errore la scissione perché le "grandi battaglie si vincono stando insieme" e "la diversità è una ricchezza".

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