Sondaggi politici: Italia Viva di Matteo Renzi è solo al 3,4%. Lega al 33,1%, PD al 20,2%

Per Matteo Salvini gradimento al 40%, Giuseppe Conte al 39%, Matteo Renzi al 16%.

La trasmissione Agorà di Raitre ha commissionato ad EMG Acqua di Fabrizio Masia il primo sondaggio politico post scissione del PD, un sondaggio che comincia a far intravvedere le dimensioni dell'errore che potrebbe aver commesso Matteo Renzi lasciando i dem e fondando Italia Viva. L'intenzione dichiarata dell'ex sindaco di Firenze, infatti, è quella di combattere testa a testa con Matteo Salvini, che, però, è ancora lontano anni luce. Ma non basta, perché la scissione ha anche eroso leggermente le preferenze del PD.

Andando a vedere le intenzioni di voto e confrontando quelle di oggi, 19 settembre 2019, con quelle di una settimana fa (12 settembre), la Lega ha perso solo uno 0,2% passando dal 33,3 al 33,1%. Il PD, invece, ha perso il 2,8% (dal 23,0 al 20,2%) e il MoVimento 5 Stelle è sceso dell'1,2 (dal 19,7 al 18,5%). Chi sale un pochino è solo Fratelli d'Italia che passa dal 7,0 al 7,3% e sorpassa definitivamente Forza Italia, che, invece, è sceso dal 7,8 al 7,0% in una settimana.

E Matteo Renzi? Per ora Italia Viva ha solo il 3,4%, quindi lontanissimo dai big e più vicino ai piccoli partiti. Seguono Più Europa con il 2,7% (+0,1 rispetto a una settimana fa), La Sinistra con il 2,0% (+0,2), Europa Verde all'1,5% (+0,3), Cambiamo Insieme, il nuovo movimento di Giovanni Toti, che è solo all'1,2% (+0,2), una eventuale lista Calenda avrebbe solo l'1,1%.

Dunque anche la scissione avvenuta in seno a Forza Italia sembra non servire a nulla a Giovanni Toti, che ha preferenze troppo basse e forse deve definitivamente pensare di entrare nella Lega. Stesso discorso vale per Carlo Calenda, fuoriuscito dal PD. Sommando i voti dei vari raggruppamenti, il centrodestra oggi avrebbe il 47,1% mentre il centrosinistra più il M5S arriverebbe al 46,3%.

EMC Acqua ha chiesto agli elettori quali saranno gli effetti della scissione del PD sul governo, in totale per il 45% non cambierà nulla, per il 37% il governo sarà meno forte, per il 9% sarà più forte mentre un altro 9% non risponde. Ma c'è un'ampia differenza tra gli elettori dei vari partiti: quelli della Lega ritengono per il 50% che il governo sarà meno forte, mentre il 70% degli elettori del M5S pensa che non cambierà nulla, per quanto riguarda il PD il 45% ritiene che non cambierà nulla, mentre il 39% pensa che il governo sarà meno forte e il 10% che sarà più forte.

Tra gli elettori del centrodestra non ci sono dubbi su chi debba essere il leader: per il 58% è Matteo Salvini, per il 22% Giorgia Meloni, per il 9% Silvio Berlusconi, per l'1% Giovanni Toti. Invece, tornando ancora sulla scissione del PD, i pareri positivi sulla mossa di Renzi sono solo il 31% che scende al 26% tra gli elettori del PD, mentre i pareri negativi sono il 40% e salgono al 72% tra gli elettori dem.

Sulla leadership, nel totale degli intervistati, Matteo Salvini ha il 40% del consenso, Giuseppe Conte il 39%, Giorgia Meloni il 29%, Luigi Di Maio il 28%, Nicola Zingaretti il 23%, Silvio Berlusconi il 17% e Matteo Renzi il 16%.

Sondaggi Matteo Renzi

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