Berlusconi vuole Mario Draghi al Quirinale. Perché?


Ieri Silvio Berlusconi aveva preannunciato che per il prossimo inquilino del Colle avrebbe proposto un nome gradito anche al centro e alla sinistra. Oggi quel nome è stato fatto, ed è quello dell'attuale presidente della BCE ed ex governatore della Banca d'Italia Mario Draghi. Sono cambiati i tempi da quando il Cavaliere diceva di vedere bene Gianni Letta al Quirinale: d'altronde è anche vero che fu proprio il suo governo a nominare Draghi alla guida di Bankitalia nel gennaio del 2006, ma cosa c'è dietro la mossa di Berlusconi? Ai tempi della prima Repubblica, il nome di un candidato al Quirinale veniva fatto esclusivamente quando lo si voleva bruciare: possibile che Berlusconi si sia adeguato al vecchio costume?

È uno scenario: il Cavaliere è venuto a conoscenza dell'ipotesi che il nome di Draghi possa venire fuori al momento dell'elezione del nuovo Capo dello Stato e ha deciso di rompere il silenzio. Così la possibilità di reale candidatura potrà avere il tempo di sgonfiarsi (a questo punto Draghi dovrà dire che lui guarda unicamente al suo lavoro alla Bce, scartando l'ipotesi-Quirinale anche se fosse interessato), ma se così non fosse il Cavaliere potrà rivendicare la primogenitura dell'idea, cosa che potrebbe non tanto fargli riguadagnare credibilità a livello internazionale, ma dargli un certo peso nei nuovi equilibri politici, che è quello che Berlusconi sta cercando disperatamente dalla sua ridiscesa in campo.

Al di là della strategia, il lancio della candidatura di Mario Draghi è l'ennesima giravolta politica di Berlusconi nelle ultime settimane. Dopo aver chiesto a Monti di fare il federatore del polo moderato, e subito dopo averlo accusato di aver portato il paese al collasso, ora il Cavaliere se la prende con l'Europa, l'Euro e l'austerity imposta dalla troika, e poi candida al Quirinale chi? Il presidente di uno degli organismi che mettono in pratica queste politiche nell'Unione Europea.

E d'altronde non ci sono motivi per cui Berlusconi nutra particolari simpatie per l'economista romano. Da Governatore di Bankitalia, senza timori reverenziali verso chi lo aveva indicato, Draghi ha spesso criticato le politiche del governo di centrodestra, e in più di un'occasione è stato protagonista di polemiche a distanza con Tremonti. Poi è arrivato alla presidenza della BCE (spinto, è vero, da Berlusconi, ma voluto dall'Eurogruppo proprio per le sue prese di posizione), e il 5 agosto 2011 ha scritto la famosa lettera della Banca Centrale Europea in cui invitava il governo italiano ad adottare riforme urgenti per la crescita e per sistemare i conti pubblici, commissariandolo.

Fu proprio l'incapacità del governo Berlusconi di rispondere con i fatti a quella lettera ad accelerare la crisi e a portare Mario Monti a Palazzo Chigi, quindi si può dire che Draghi sia stato indirettamente tra i responsabili della caduta del Cavaliere. Possibile quindi che ora sia proprio Berlusconi a volerlo al Quirinale? Resta quindi in piedi lo scenario di cui sopra: anche perché, venuta meno la candidatura di Monti, sembra proprio che il candidato del centrosinistra per il Colle sarà Giuliano Amato e, in virtù del comune passato craxiano, sembra che Berlusconi lo accetterebbe a occhi chiusi.

Foto © Getty Images

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