Berlusconi: "Renzi mio figlio politico? Non avrà voto dei moderati"

berlusconi renzi

Silvio Berlusconi non vuole sentir parlare di Matteo Renzi quale suo “erede” politico. In un’intervista rilasciata oggi al Corriere della Sera, il leader di Forza Italia parlando dell’ex premier e segretario del Partito Democratico sottolinea che "il suo percorso di vita è all'antitesi del mio". Dopo la caduta del governo gialloverde, inoltre, Renzi è ritenuto da Berlusconi "il principale artefice della nascita del governo più a sinistra della storia repubblicana". Insomma, nonostante Italia Viva si proponga come alternativa all’attuale offerta politica, l’ex “rottamatore” non riuscirà a strappare "il voto degli elettori moderati e liberali" a Forza Italia.

Negli anni, Berlusconi e Renzi si sono più volte avvicinati, tanto da far presagire un “matrimonio” politico che però non si è mai consumato. Qualcuno sostiene che quando l’attuale eurodeputato uscirà definitivamente dalla scena, l’ex sindaco di Firenze sarà il suo erede naturale alla guida di Forza Italia. Un’eventualità che non esiste per Berlusconi, perché anche se l’ex segretario del PD utilizza un linguaggio "moderato e rispettoso delle istituzioni", Forza Italia è un’altra cosa.

"Siamo liberisti, garantisti, europeisti: gli unici continuatori, gli unici eredi coerenti delle tradizioni politiche liberali, cattoliche, riformatrici, della civiltà occidentale. Tutto questo - insiste - non ci consente di avere punti in comune con la sinistra. Noi ci rivolgiamo alle vittime dell’oppressione fiscale, dell’oppressione burocratica, dell’oppressione giudiziaria".

Berlusconi e i rimproveri alla Lega

Berlusconi ne ha comunque anche per Matteo Salvini, leader della Lega che viene rimproverato per non aver sostenuto l’elezione della presidente della Commissione europea. In realtà, il Carroccio aveva prima dato il suo appoggio alla von der Leyen, salvo poi cambiare idea all’ultimo minuto. Le porte di Forza Italia alla Lega sono "sono sempre aperte e accoglienti", insiste Berlusconi, che poi puntualizza:

"La signora Ursula von der Leyen è espressione della grande famiglia dei cattolici liberali, il più grande gruppo politico europeo antagonista della sinistra. Io lavoro in Europa anche perché si possa giungere ad una sintesi fra i popolari, i liberali, i conservatori e i sovranisti responsabili. Un centrodestra europeo in nome dei valori di libertà, di dignità della persona, dello Stato di diritto, della tolleranza che sono propri della civiltà europea".

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