Conte: "Sistema fiscale iniquo, riforma in 2-3 anni"

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Giuseppe Conte ha preso parte stamane all’iniziativa della Cgil relativa alle Giornate del Lavoro. Sul palco assieme al leader Maurizio Landini, Conte è stato il primo presidente del Consiglio ad accettare l’invito alla manifestazione. "Sono sorpreso del fatto che è la prima volta che un premier accetti - ha dichiarato in apertura il premier - . Rompiamo gli schemi, quindi, ma in modo inconsapevole. Un confronto serve innanzitutto a un riconoscimento del vostro ruolo sociale. E poi c'è il problema del metodo: è impossibile non maturare certe decisioni senza confronto".

Dopo aver sorpreso Giorgia Meloni nella giornata di ieri, insomma, Conte ha sorpreso anche Landini, che aprendo l’evento aveva dichiarato: "Noi siamo un'organizzazione democratica. Uomini soli al comando non ci sono mai piaciuti". La presenza del presidente del consiglio, ha aggiunto il leader della Cgil, "è un importante riconoscimento indiretto del ruolo delle parti sociali. Speriamo che da questo nostro dialogo possano uscire cose importanti, perché abbiamo tanto da fare per cambiare in meglio questo Paese". Rispondendo ad alcuni degli interventi, Conte ha ribadito che uno dei suoi obiettivi sia quello di ridare fiducia l sistema industriale, soprattutto nel Sud Italia.

"Soprattutto nel Sud un arretramento industriale significa non recuperare più i posti: il governo deve assolutamente trovare tutti gli strumenti per fronteggiare le crisi aziendali. Dobbiamo rassicurare il sistema industriale: il governo deve tirar fuori un piano industriale per l'Italia. Delle volte - ammette il premier - è mancata la chiarezza sugli investimenti industriali. Non possiamo permetterci di affidarci ogni anno a segnali contradditori".

Conte: “Sistema fiscale è iniquo”

Inoltre, secondo Conte non è più rinviabile una riforma fiscale: bisogna premiare i cittadini virtuosi e andare a colpire chi evade. Un obiettivo che si propone in realtà ogni esecutivo, ma poi dalle parole ai fatti passa sempre molto.

"Giudico il sistema fiscale iniquo e inefficiente. Dobbiamo arrivare a una disciplina organica che crei una vera alleanza tra il cittadino onesto e il fisco. Dobbiamo risistemare tutta la legislazione. Siamo favorevoli - prosegue - a pene anche detentive per i casi di conclamata evasione, chi sbaglia deve pagare pesantemente", dice ancora il premier, aggiungendo: "Avremo due o tre anni per lavorare a questo disegno di risistemazione del fisco".

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