Regionali, Di Maio: "Umbria è un caso speciale. Bianconi è libero e indipendente"

Il ministro al candidato: "Non devi nulla alle forze politiche".

Il caso Umbria è "speciale", non è una regola e non segna l'inizio di una collaborazione obbligatoria anche per tutte le altre regioni. Lo hanno chiarito sia il capo politico del MoVimento 5 Stelle Luigi Di Maio, sia il vicesegretario del PD Andrea Orlando.

Di Maio, infatti, oggi ha detto a margine dell'assemblea generale dell'ONU a New York:

"In Umbria è stato possibile questo patto civico perché c'era un'emergenza politica, una giunta uscente coinvolta in una inchiesta, è stato commissariato il PD, le liste hanno preteso discontinuità. Noi abbiamo voluto proporre un patto civico che significa che i politici dovevano fare un passo indietro e gli umbri un passo avanti. Noi non pretenderemo di nominare alcun assessore, ce ne staremo in Consiglio Regionale e il Presidente si farà la sua giunta scegliendo il meglio. L'Umbria è un caso speciale, un unicum, non c'è alcun automatismo verso le altre regioni per due ragioni: la prima perché i gruppi del movimento a livello regionale potrebbero non essere d'accordo, secondo perché il candidato presidente non ha la tessera di alcun partito e così sarà per i suoi assessori. L'Umbria è un caso speciale, è stato trattato come tale e i cittadini umbri hanno la possibilità di liberarsi della vecchia politica"

In giornata Di Maio si è rivolto anche direttamente al candidato Presidente Vincenzo Bianconi e gli ha detto: "Sei libero e indipendente, non devi nulla alle forze politiche". Sulla stessa lunghezza d'onda Andrea Orlando che nella relazione che ha aperto la Direzione nazionale del PD ha detto:

"L'accordo in Umbria dimostra che il percorso può essere proficuo, ma non ci può essere alcuna forma di automatismo in altre Regioni"

Di Maio su elezioni in Umbria

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