Accordo di Malta, Salvini: "Fregatura, gli unici contenti sono gli scafisti" | Conte: "Invidioso, è un passo storico"


Matteo Salvini contro l’accordo di Malta sui migranti. In una nota il leader della Lega ed ex ministro dell’Interno spiega: in un anno di governo ho ridotto gli sbarchi del 75%, in un solo mese di Pd-M5S gli arrivi sono aumentati. Questi sono fatti, mentre l'accordo di Malta è l'ennesima promessa dell'Europa. Tante parole ma fatti zero".

A SkyTg24 sempre in mattinata Salvini ribadisce il concetto definendo l'accordo di Malta, sulla redistribuzione obbligatoria dei migranti nei paesi Ue, una "fregatura", anche perché "gli unici contenti sono gli scafisti. Non so se il signor Conte se ne rende Conte..." ironizza Salvini.

Il premier ha la replica pronta: "Salvini non deve avere gelosia e invidia: abbiamo compiuto un passo avanti storico, che non era mai successo prima. Se si difende l'interesse italiano bisogna guardare al risultato, non bisogna guardare a chi lo ottiene e chi non lo ottiene".

Salvini ha parlato anche dell’ipotesi di nuove tasse ventilata nell’ambito del dibattito relativo alla legge di bilancio: "Io partirei dal fronte opposto, dove tagliarle. Quando uno parla di nuove tasse mette a rischio migliaia di posti di lavoro".

A Malta ieri è stato stabilito il principio della ripartizione automatica dei richiedenti asilo nei paesi Ue disponibili e si è parlato di rotazione dei porti di sbarco. L’ex ministro dell’Interno Marco Minniti è prudente. A La Valletta, dice, è stato compiuto "solo un primo passo... Ho sentito più volte usare aggettivi come storico. Io invece voglio misurare le parole per non dovermi poi ricredere". 

In ogni caso "è un buon primo passo. Per esempio per la prima volta si parla di rotazione dei porti di sbarco. Segno che qualcosa incomincia a muoversi in Europa. Adesso le volontà espresse a Malta dovrebbero trasformarsi in Europa in cooperazione rafforzata. Primo passo verso il superamento del Trattato di Dublino".

Il Trattato di Dublino obbliga tra l’altro il Paese di primo ingresso, di primo sbarco, a farsi carico dei profughi richiedenti asilo. Così, chi sbarca in Italia soccorso dalle navi Ong, dalle motovedette della Guardia Costiera o che arriva direttamente a bordo dei barconi della disperazione, viene trasferito negli hotspot presenti sul territorio dove aspetta di conoscere se gli verrà concesso l’asilo.

A firmare l’accordo di Malta per ora sarebbero disponibili 10 paesi Ue, compresi Francia, Germania e Italia, con percentuali di accoglienza dei profughi tra il 10 e il 25% e redistribuzione automatica.

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