M5S, gruppo di senatori vuole un "comitato di 10" al posto di Di Maio capo politico

Mario Michele Giarrusso: "Di Maio ha troppi poteri, intervenga Beppe Grillo".

Nicola Morra

C'è aria di tempesta all'interno del MoVimento 5 Stelle. Ieri, infatti, si è svolta un'assemblea dei senatori per discutere della scelta del nuovo capogruppo, visto che Stefano Patuanelli è diventato ministro dello Sviluppo Economico e ora a farne le veci c'è il capogruppo vicario Gianluca Perilli. La discussione, però, è presto virata su un altro argomento: i poteri di Luigi Di Maio e se sia il caso che il capo politico continui a essere solo lui o se, in nome di una maggiore democrazia, sarebbe più giusto avere un gruppo, un "comitato di dieci".

Tra i più agguerriti c'è il senatore Mario Michele Giarrusso, che ieri su Facebook ha condiviso un articolo in cui il ministro Vincenzo Spadafora viene criticato perché considerato troppo vicino al Partito Democratico. Poi, su Di Maio, Giarrusso ha detto all'Adnkronos:

"Se penso che Di Maio abbia troppi poteri? Sì, dovrebbe lasciare tutti gli incarichi. Non vedo quale esperienza possa vantare agli Esteri. Abbiamo perso 6 milioni di voti, siamo in minoranza in Consiglio dei ministri"

E ha aggiunto:

"Ci stiamo lavorando. Noi dobbiamo riportare la democrazia nel Movimento. Chiediamo a gran voce un intervento di Beppe Grillo"

Giarrusso ce l'ha anche con l'ex ministro Danilo Toninelli, che è uno dei candidati a "tornare" capogruppo al Senato:

"Toninelli deve raccontarci per filo e per segno come mai abbiamo mandato a quel paese 6 milioni di elettori. Finché non chiarisce su quanto successo nell’ultimo anno e mezzo, non abbiamo bisogno di ulteriori ambiguità"

E ha detto:

"Ci sono tanti colleghi che chiedono che i principi del M5s non vengano svenduti al momento del voto"

Chi ha cercato di smorzare i toni è stato Nicola Morra, presidente della Commissione Antimafia, che ha detto:

"Nessuna tensione. È emersa la volontà di cambiare qualcosa. La volontà di portare il Movimento su rotte più sicure e più tranquille c’è da parte di tutti"

E su Twitter ha scritto:

"Il sale della democrazia è il confronto, il dibattito in cui tutti possono dire la loro venendo ascoltati. Se il M5s si confronta, per alcuni media diventa in automatico lite e baruffa, mentre in verità è stato solo esercizio di democrazia aperta a collegialità e condivisione"

Emanuele Dessì, colui che ha proposto il comitato dei dieci con i capigruppo e Beppe Grillo a capo del M5S, ha raccolto 70 firme (su 107 senatori) per indire un'assemblea e modificare il regolamento, in modo da riconoscere alla stessa assemblea la possibilità di modificare lo Statuto, cosa che invece ora può fare il capo politico.

E Di Maio? Ha ovviamente saputo di quanto successo tra i senatori mentre lui era a New York per l'Assemblea Generale dell'Onu e ha commentato:

"Sono stato eletto capo politico con l'80 per cento di preferenze, non con il 100 per cento ed è giusto che ci sia chi non è d'accordo ma far passare quelle 70 firme per 70 firme contro di me... Ci sono persone che potrei definire amiche e con cui lavoro ogni giorno che mi hanno chiamato e mi hanno detto che è un grande malinteso: 'non è contro di te ma per rafforzare il gruppo parlamentare'"

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