Salvini "contro l’inciucio perenne" vuole abolire la quota proporzionale. Calderoli: "Referendum, lunedì in Cassazione"


Tre regioni, a trazione leghista e autonomista, spingono per il cambio della legge elettorale. I Consigli regionali di Lombardia, Veneto e Sardegna hanno avanzato richiesta di referendum abrogativo per modificare la legge elettorale: un referendum per abolire la quota proporzionale dei seggi sia alla Camera sia al Senato della Repubblica.

L'iniziativa che va contro la ventata proporzionale in auge (che significa sì più rappresentanza ma anche più frammentazione e ingovernabilità) è stata lanciata a livello nazionale dalla Lega di Matteo Salvini "contro l’inciucio perenne a cui stiamo assistendo". Salvini però sul punto deve fare ancora i conti con Silvio Berlusconi (che giocoforza ha da tempo cambiato idea sul maggioritario) e con quella che sarà la futura alleanza di centrodestra.

In ogni caso, Roberto Calderoli spiega che "Lunedì andremo in Cassazione a depositare il quesito" mentre i capigruppo della Lega a Montecitorio e a Palazzo Madama aggiungono che presto altre regioni "seguiranno la stessa strada".

Carroccio che oggi è stato protagonista al Senato anche per aver occupato i banchi del governo facendo sospendere la seduta. A far scattare la protesta il fatto che la vicepresidente di turno, Anna Rossomando (PD), non ha calendarizzato una mozione sull’ambiente presentata da Calderoli a giugno e ritornata attuale secondo il senatore leghista dopo le dichiarazioni del premier Conte all'Onu sull’emergenza climatica. Calderoli aveva addotto "sopravvenute questioni urgenti" inesistenti per Rossomando.

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