Corte Costituzionale: "Suicidio assistito lecito come in caso Dj Fabo"

suicidio assistito

La Corte Costituzionale ha stabilito oggi che il suicidio assistito può essere lecito in casi come quello di Dj Fabo. La Consulta sottolinea che ai sensi dell’articolo 580 del codice penale non è punibile, a determinate condizioni, "chi agevola l'esecuzione del proposito di suicidio, autonomamente e liberamente formatosi, di un paziente tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetto da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche e psicologiche che egli reputa intollerabili". Dopo aver aggiunto che l’aiuto al suicidio non sia punibile nel caso di paziente "pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli", sottolinea che "è indispensabile l'intervento del legislatore".

Il prossimo passo, dunque, dovrà essere fatto in Parlamento, ma nel frattempo esulta Marco Cappato, ovvero l’amico che ha accompagnato in Svizzera Dj Fabo, spentosi con il cosiddetto suicidio assistito. "La Consulta ha deciso: chi è nelle condizioni di Fabo ha diritto a essere aiutato. Da oggi - scrive su Twitter - siamo tutti più liberi, anche chi non è d'accordo. È una vittoria della disobbedienza civile, mentre i partiti giravano la testa dall'altra parte. Vi aspetto al Congresso dell'Associazione Coscioni".

Alla sentenza ha reagito anche la Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, che per bocca di Filippo Anelli chiede che la responsabilità del suicidio assistito sia data ad un pubblico ufficiale rappresentante dello Stato, anche perché "ci sarà una forte resistenza da parte del mondo medico".

Salvini: "No al suicidio di Stato"

Si è fatto sentire anche l’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini: "Sono e rimango contrario al suicidio di Stato imposto per legge", dichiara il leader della Lega sulla decisione della Consulta. "Parliamo con i medici, parliamo con le famiglie, però la vita è sacra e da questo principio non tornerò mai indietro", insiste richiamandosi a quelli che definisce i suoi valori cristiani.

Cei: "Si tuteli libertà di scelta"

In serata, sull’apertura della Consulta all’eutanasia è giunto anche il commento della Cei. I vescovi italiani esprimo "sconcerto e distanza" in merito al parere dei giudici della Corte Costituzionale. "La preoccupazione maggiore - fanno sapere io vescovi - è relativa soprattutto alla spinta culturale implicita che può derivarne per i soggetti sofferenti a ritenere che chiedere di porre fine alla propria esistenza sia una scelta di dignità". Poiché la consulta stessa rinvia comunque ogni discorso definitivo al legislatore, allo stesso la Cei fa un appello affinché "il passaggio parlamentare" tuteli "gli operatori sanitari con la libertà di scelta". Insomma, nelle intenzioni dei vescovi la nuova legge dovrebbe garantire quantomeno l’obiezione di coscienza.

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