PD, il costo della scissione: Renzi porta via più di 3 milioni di euro

I parlamentari passati a Italia Viva verseranno oltre 2 milioni in meno e arriveranno meno contributi dagli eletti.

lega toglie le 80 euro di renzi

Il costo della scissione in seno al PD operata da Matteo Renzi è anche economico e non solo politico. Facendo un po' i conti in tasca ai dem, viene fuori che perdono circa tre milioni di euro. Si tratta dei 2 milioni e 150 mila euro che Camera e Senato versano ai gruppi parlamentari in base al numero di eletti e un milione in meno dovuto al fatto che i 51 parlamentari passati a Italia Viva non verseranno più il contributo mensile di 1.500 euro al PD. Saranno dunque 76.500 euro in meno versati dagli eletti ogni mese, che diventeranno 918mila, ossia quasi un altro milione, appunto, in un anno.

A rischiare, ora, sono soprattutto i dipendenti del partito, che, se non si trova una soluzione per far fronte ai tagli, potrebbero anche essere licenziati. Al Senato il PD ha ottenuto finora 3,3 milioni di euro di rimborso all'anno, ma ora che 15 senatori se ne vanno a Italia Viva, questa somma scenderà di 900mila euro. Alla Camera, invece, dai 5,4 milioni ottenuti finora, se ne dovranno sottrarre 1 milione e 250mila.

Il PD attualmente ha 39 dipendenti al Senato e 70 alla Camera, già molti di meno rispetto alla passata legislatura, quando erano 54 a Palazzo Madama e 120-130 a Montecitorio. Tuttavia, visto che i dem sono tornati al governo, alcuni di questi dipendenti potranno essere re-impiegati nei ministeri e così, invece di essere pagati dal partito, saranno pagati dallo Stato.

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