Conte: "Fine vita? Giusto riconoscere obiezione di coscienza ai medici"

Giuseppe Conte lettera Corriere su Lombardia e Veneto

Il Presidente del Consiglio oggi è stato ospite di un'iniziativa organizzata da Affaritaliani.it a Ceglie Messapica, paesino in provincia di Brindisi. Il Premier ha risposto a varie domande, che hanno riguardato anche la recente sentenza della Corte Costituzionale che ha sancito la liceità della pratica del suicidio assistito in un caso come quello di Dj Fabo, l'uomo tetraplegico che il radicale Marco Cappato ha accompagnato in Svizzera per consentirgli di porre fine alla propria esistenza, diventata nel tempo insostenibile.

La Corte Costituzionale ha anche rimarcato la necessità di un intervento da parte del legislatore in materia per riempire quello che considera un buco normativo. Il Premier Conte ha spiegato che non interverrà direttamente sul tema per lasciare la parola al Parlamento, ma non ha esitato ad esprimere la propria opinione. Secondo il Premier "dovrebbe essere prevista l'obiezione di coscienza per i medici" nella legge: "La materia sarebbe opportuno che si lasciasse al dibattito in Parlamento, che ci fosse un confronto serio e sereno. Da cattolico e da giurista non ci sono dubbi che l'uomo abbia il diritto alla vita. Esiste il diritto alla determinazione, ma pensare di scegliere di essere condotto alla morte da personale qualificato, questo genera qualche dubbio. Bisogna fare una legge: ci sprona a farlo la stessa Corte costituzionale. Leggeremo la sentenza per intero quando tra un mesetto sarà depositata ma l'intervento della Corte non può sostituire un intervento legislativo. L'avevo detto anche quando ho chiesto la fiducia in sede di replica in Parlamento".

E ancora: "Ho sollecitato le forze politiche ad assumere l'iniziativa anche perché su questi argomenti non mi sembra appropriata un'iniziativa governativa. Sono materie laceranti sul piano morale, con tante implicazioni anche filosofiche: farne una questione di governo no".

Le clausole di salvaguardia

Il Premier ha ribadito ancora una volta che il Governo riuscirà a bloccare l'aumento dell'Iva anche se si tratta "di un impegno robusto, un capitolo importante della nuova manovra economica: sono 23 miliardi ma lo abbiamo dato per scontato fin dall'inizio. Dobbiamo metterli sul tavolo".

Individuare le risorse, sempre secondo il Premier, sarà meno complesso del previsto: "una cospicua parte di risorse la ricaviamo dalla riduzione dello spread, vari miliardi di questa manovra ci derivano dallo spread. Poi sicuramente abbiamo tagliato spese pubbliche improduttive, stiamo risistemando le tax expenditures".

La manovra e l'evasione fiscale

Il Governo è cambiato, ma gli obiettivi di Conte sono rimasti gli stessi in vista della manovra: "stiamo lavorando a una manovra espansiva perché in momenti come quelli attuali abbiamo un calo dell'export per ragioni non dipendenti da noi e se i consumi interni calano e sono più contenuti, è il momento di una manovra espansiva".

La cosiddetta "Flat Tax" fino a 65mila euro per le partite iva non verrà toccata, ma anzi il Governo sta "lavorando per incrementarla anche per i redditi superiori".

Nella manovra sarà contenuta anche la lotta all'evasione fiscale, nell'ambito della quale verranno inasprite le pene: "Il piano dell'evasione è un pilastro della nuova manovra, perché dobbiamo creare meccanismi sia attraverso la politica fiscale che il contrasto all'evasione per ricavare nuove risorse e in questo piano ci devono essere anche pene detentive per i grandi evasori".

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