Il PD copia il M5S: penale di 30mila euro a chi cambia casacca

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In vista delle elezioni regionali in Umbria, il Partito Democratico vuole evitare fughe verso il partito di Matteo Renzi e copia il Movimento 5 Stelle. Chiunque eletto tra le fila del PD decida di lasciare il partito dopo l’elezione dovrà pagare una penale da 30mila euro. Lo riporta oggi Il Messaggero in un articolo dedicato al rinnovo del consiglio regionale umbro, decapitato dall’inchiesta sui concorsi truccati all’ospedale di Perugia e che ha coinvolto proprio il partito di Nicola Zingaretti.

La decisione dei dem dal commissario scelto da Zingaretti per far ripartire il PD umbro, ovvero Walter Verini e dal nuovo tesoriere, il manager Paolo Coletti. Prendendo spunto da quanto fa ormai da anni il Movimento di Luigi Di Maio, venerdì sera i candidati del centrosinistra al consiglio regionale umbro sono stati convocati presso un notaio di Perugia dove, oltre a firmare la candidatura, hanno stipulato un contratto con tanto di penale. Dopo l’elezione, i consiglieri che decidessero di cambiare partito, dovrebbero versare nelle casse della segreteria regionale la somma di 30mila euro.

Quando il PD accusava il M5S di far pagare le penali ai candidati

In sostanza, il patto tra i candidati e il PD prevede che gli eletti versino 1.000 euro al mese sui 7.000 previsto come stipendio per finanziare la segreteria regionale. In totale, per tutta la legislatura gli eletti dem dovranno versare qualcosa come 60.000 euro. In caso di cambio di “casacca”, il PD chiederebbe indietro la metà della somma. È curioso che negli anni passati il Partito Democratico abbia sempre criticato e pure con termini molto aspri la decisione medesima imposta dal Movimento 5 Stelle ai propri candidati.

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