"L’ex BR prende 623 euro al mese di reddito di cittadinanza": scoppia la polemica

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Il reddito di cittadinanza all’ex BR fa discutere. Federica Saraceni, condannata a 21 anni per l'omicidio del giuslavorista Massimo D’Antona, e attualmente agli arresti domiciliari, percepirebbe 623 euro al mese di reddito di cittadinanza secondo quanto sostiene il quotidiano La Verità diretto da Maurizio Belpietro.

E scoppia la polemica. Per una volta maggioranza e opposizione sono d’accordo: chiedono a gran voce che venga fatta chiarezza e che eventualmente il reddito di cittadinanza venga revocato. Lega e FdI guidano la protesta ma anche PD e M5S non si girano certo dall’altra parte. Per i dem l’ex ministro della Pubblica amministrazione Marianna Madia sostiene che il caso Saraceni prova che la norma che ha istituito il rdc "è sbagliata" e che "bisogna intervenire" annunciando un’interrogazione parlamentare.

Anche il Carroccio presenterà un’interrogazione: "Come parlamentari della Lega abbiamo depositato una interrogazione parlamentare al ministro del Lavoro, perché riteniamo una cosa indegna di uno Stato civile che gente che si è macchiata di reati gravissimi contro lo Stato possa ricevere aiuti economici da quello stesso Stato cui si era dichiarato guerra" dice il deputato Rossano Sasso, cofirmatario dell'interrogazione con altri due colleghi.

"Chi ha attaccato lo Stato e il nostro ordinamento, teorizzando, incitando e materialmente ponendo in essere fatti gravissimi contro la nostra democrazia non dovrebbe vedere un centesimo di soldi pubblici, altro che reddito di cittadinanza" aggiunge il parlamentare.

Gli uffici del ministero del Lavoro, di quello della Giustizia e dell’Inps, stanno accertando la presenza di "eventuali anomalie" fanno sapere fonti dello stesso Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, retto dalla pentastellata Nunzia Catalfo.

Federica Saraceni, ritenuta membro delle Nuove Brigate rosse, venne arrestata a ottobre del 2003 e quindi condannata definitivamente a 21 anni e sei mesi di reclusione nel procedimento per l'omicidio del professore universitario e consulente di diversi governi Massimo D’Antona, ucciso il 20 maggio del 1999 da un commando brigatista a Roma, a pochi passi dalla sua abitazione.

Intanto oggi La Verità scrive di altri due ex BR che percepirebbero il reddito di cittadinanza: le polemiche (e gli accertamenti) possono proseguire.

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