Roma, Cda AMA si dimette (di nuovo): "Non abbiamo più fiducia nel Comune"

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Il Cda dell’Ama si dimette. La municipalizzata dei rifiuti del Comune di Roma resta nuovamente senza vertici a poco più di 3 mesi dall’insediamento dell’ultimo Consiglio d’amministrazione, il sesto in tre anni. E l’azienda ripiomba nel caos.

"Il Consiglio d’amministrazione di Ama Spa, nelle persone della Presidente, Luisa Melara, dell'Amministratore delegato, Paolo Longoni e del Consigliere, Massimo Ranieri, ha rassegnato oggi le proprie dimissioni" si legge nella nota diffusa nel primo pomeriggio di oggi.

Le dimissioni di presidente, Ad e consigliere d’amministrazione arrivano a seguito dello scontro in atto al Comune di Roma sul bilancio Ama del 2017, scontro che aveva già portato l’assessore Montanari a lasciare e alla revoca del precedente Cda: ci sono 18 milioni di euro contesi per la gestione dei servizi cimiteriali, ma l’azienda lamenta soprattutto la scarsa collaborazione da parte dell’amministrazione Raggi: "Non abbiamo più fiducia in voi" hanno scritto i vertici Ama in una missiva indirizzata al Sindaco.

"Le comunichiamo, nostro malgrado, che da parte nostra è venuta meno la necessaria fiducia nel socio unico di Ama Spa (appunto il comune di Roma, Ndr) e pertanto con la presente dichiariamo di rassegnare le dimissioni con decorrenza dalle 18 di oggi primo ottobre da componenti del consiglio d'amministrazione di Ama" scrivono i consiglieri nella lettera, contestando una sostanziale inerzia da parte del Campidoglio.

Dimissioni Cda Ama Roma, le reazioni

I sindacati rincarano la dose, Ffp-Cgil, Fit-Cisl e Fiadel spiegano che "dopo due anni e mezzo Ama è ancora senza il bilancio consuntivo 2017, mentre sul piano operativo e dei flussi, oltre al vittimismo, non vediamo nulla di concreto. Le dimissioni dell'ennesimo nuovo Cda di Ama portano l'azienda a un passo dal baratro”.

Il gruppo consiliare del Pd aggiunge: "Le dimissioni del Cda di Ama rischiano di trascinare la società in un punto di non ritorno con la conseguenza sciagurata di generare ulteriore caos nella raccolta e nello smaltimento dei rifiuti della capitale. La misura è colma".

Per di più: "C'è il sospetto grave che nell'amministrazione capitolina qualcuno voglia procurare un fallimento per favorire gli appetiti di privati. Fermare la deriva dei fallimenti pilotati dell'amministrazione Raggi è possibile: è tempo di nominare un commissario per Ama che tolga i poteri a Roma Capitale e eviti il disastro" concludono i dem capitolini.

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