Sanità, rivoluzione ticket: si pagherà in base a reddito e nucleo familiare

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I ticket sanitari si pagheranno in base al reddito familiare e ai componenti del nucleo familiare. È quanto emerge dalla bozza del ddl sul riordino della materia già annunciato dal nuovo ministro della Salute, Roberto Speranza. Nelle intenzioni della maggioranza di governo, il nuovo decreto "intende garantire una maggiore equità nell'accesso dei cittadini all'assistenza sanitaria". All’interno del nuovo ddl saranno identificate anche le prestazioni erogate nei confronti di soggetti esclusi dalla partecipazione alla spesa sanitaria, come quelli privi di reddito.

Insomma, la partecipazione al mantenimento della Sanità avverrà gradualmente in base al reddito prodotto dal nucleo familiare in rapporto al numero di componenti dello stesso, tenendo conto di una scala di equivalenza, il cosiddetto reddito equivalente (RE). Sono previste agevolazioni per chi è affetto da malattie croniche, invalidanti, rare o ha ottenuto riconoscimento di invalidità o appartenenza categorie protette. In rapporto al reddito è stabilito un tetto massimo di partecipazione alla spesa sanitaria. Al superamento di questo tetto, cessa l’obbligo di partecipazione alla spesa sanitaria.

Nella bozza del ddl di cui sono in possesso da alcune ore le agenzie di stampa, si legge che in merito alla tempistica "al fine di rendere più equo il regime di compartecipazione alla spesa sanitaria per le prestazioni specialistiche e di diagnostica ambulatoriale entro il 31 marzo 2020, sono individuate le nuove quote di compartecipazione per tali prestazioni, in modo da assicurare l'invarianza di gettito totale". In generale, il ministro Speranza ha già anticipato che per il 2020 saranno stanziati 2 miliardi di euro per la Sanità.

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