Manovra, Cottarelli: "Paese esposto a rischi"

Carlo Cottarelli

Il Governo ha presentato con entusiasmo l'approvazione della nota di aggiornamento al Def, mentre l'opposizione ha espresso dure critiche. Alla lista degli insoddisfatti va aggiunto anche il nome di Carlo Cottarelli - direttore dell'osservatorio sul debito dell'Università Cattolica - che, nelle intenzioni del Capo dello Stato, sarebbe dovuto diventare Premier lo scorso anno, quando sembrava saltato l'accordo tra Movimento 5 Stelle e Lega.

Secondo Cottarelli, contrarissimo all'ipotesi dello "shock fiscale" che avrebbe voluto Matteo Salvini, questa manovra "non cambia nulla", prospettando un "anno di stasi" che "lascerà il Paese esposto al rischio, ai cosiddetti venti avversi, ad eventuali turbolenze e ad un rialzo dello spread".

L'analisi dell'economista è impietosa: "il deficit resta invariato, l'avanzo primario si riduce, la crescita non sarà forte, si prevedono privatizzazioni modeste e il debito aumenterà per poi procedere ad una piccola riduzione nel 2021". Il nodo è legato anche alle spese previste dal precedente Governo che quello attuale ha per il momento confermato: "il rischio è che se non ti muovi o se spendi in deficit, se poi cambia lo scenario, ti ritrovi a fare quello che fu costretto a fare Monti"; "l'aggiustamento dei conti va fatto un po' ogni anno per non trovarti con l'acqua alla gola in caso di tempesta".

Cottarelli avrebbe iniziato a sforbiciare la spesa pubblica ("si fa solo lo 0,1% del pil, si doveva fare di più"), prevedendo "misure per l'istruzione e ricerca". Quello dei tagli della spesa è un argomento delicato, anche perché tutti annunciano di volerlo fare ma nessuno arriva a prendersi la responsabilità. Difficilissimo riuscirci per questo neonato Governo, al quale Cottarelli concede qualche attenuante: "Certo bisogna riconoscere che la crescita è debole e anche alla luce di questo aspetto l'Ue ci concede la flessibilità, c'è inoltre di positivo che non ci sono più gli scontri con l'Europa dovuti all'approccio di Salvini, tuttavia io avrei fatto qualcosa in più".

Cottarelli è preoccupato anche perché non reputa realistica la stima fatta dal Governo sui risultati della lotta all'evasione: "Sarei più prudente, 7 miliardi mi sembra tanto, anche perché se poi queste risorse non arrivano hai un problema di coperture; l'idea di incentivare i pagamenti elettronici va bene ma non assicura il recupero automatico dell'Iva, funziona da deterrente, è per questo che io sarei più prudente nelle stime".

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