Scettici M5S, pubblicata la "Carta di Firenze": stop al capo politico e a Casaleggio

Oggi il Movimento 5 Stelle compie 10 anni dalla sua fondazione. In pochissimo tempo il Movimento fondato da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio è passato dall'irrilevanza politica fino a diventare, nel 2013, la prima forza politica del Paese ottenendo il 25,56% dei voti.

Sembra passato un secolo da quel risultato elettorale clamoroso, che colse impreparato lo stesso Movimento; inizialmente gli esponenti non potevano andare in televisione o rilasciare interviste. Con il trascorrere degli anni le tecniche di comunicazione e l'organizzazione sono cambiate, fino ad arrivare agli attuali equilibri.

Gianroberto Casaleggio è morto, mentre Beppe Grillo ha iniziato a defilarsi lasciando a Luigi Di Maio lo scettro del comando. Sotto la guida dell'attivista campano il Movimento 5 Stelle ha migliorato il risultato elettorale nelle politiche 2018 ed è arrivato al Governo del Paese, prima con la Lega e adesso insieme alla coalizione di centro sinistra.

Nel mezzo ci sono state le elezioni europee del maggio scorso, che hanno visto dimezzarsi il consenso elettorale del Movimento. Nonostante la pesante sconfitta e l'evidente calo di consenso, Luigi Di Maio è però rimasto saldamente al suo posto.

Domenica scorsa il gruppo dei cosiddetti "scettici" del Movimento 5 Stelle - guidati da Davide Barillari - si è riunito a Firenze per elaborare un documento condiviso per arrivare ad una nuova trasformazione del Movimento 5 Stelle. Gli scettici hanno scelto proprio l'anniversario della fondazione del Movimento per pubblicare le loro proposte di riforma interna.

La premessa del documento è questa: “ll nostro cuore batte ancora per il Movimento 5 Stelle. Siamo quelli che da sempre sotto la bandiera del Movimento parlano con le persone per la strada, con la pioggia o con il sole cocente, mettendoci al servizio delle nostre comunità ai banchetti e nelle piazze”.

Questa fronda, però, adesso non riesce più a riconoscersi nell'azione del M5S guidato da Di Maio: “In nome di una fraintesa responsabilità di governo il Movimento ha rinunciato ai propri principi identitari. Riceviamo sia per strada che sul web accuse sempre più sferzanti sulle ‘promesse non mantenute’ e sui ‘compromessi al ribasso’. La nostra coscienza di attivisti si ribella e ci impone di riportare il M5S al pieno rispetto dei suoi valori con perseveranza e soprattutto coerenza”.

In questo momento, secondo Barillari e gli altri "scettici", c'è bisogno di ripartire per salvare lo stesso Movimento: “Crediamo che in questo momento così delicato per il futuro del M5S si debba ristabilire un rapporto paritetico fra gli eletti a ogni livello e la base per poi aprire un confronto trasparente e partecipato sugli obiettivi politici e sulle forme organizzative del MoVimento stesso. Si tratta di una necessità impellente, assolutamente essenziale per continuare insieme questo progetto meraviglioso e ritrovare quell’identità che oggi appare sbiadita”.

Le proposte per ripartire sono state riunite in 5 paragrafi: "Trasparenza e democrazia interna", "coerenza e rispetto dei principi non trattabili", "riorganizzazione dal basso, processi partecipativi" e "candidatura, nomine e valutazione del portavoce".

Tra gli obiettivi principali ci sono: il "superamento della figura del capo politico mediante l’introduzione di organi elettivi e collegiali a livello nazionale, regionale e provinciale, che abbiano l’autorità di intervenire nella gestione dei conflitti interni nelle aree di competenza"; ed anche "l’attribuzione della ​piena proprietà̀ e della gestione del Sistema operativo Rousseau al Movimento 5 Stelle assicurando la massima trasparenza della piattaforma, in particolare verso le richieste di: accesso pubblico all’anagrafe territoriale degli iscritti, verificabilità degli esiti delle consultazioni".

È un attacco in piena regola all'attuale organizzazione del Movimento 5 Stelle, che mette in evidenza una totale diffidenza nei confronti di Luigi Di Maio e Davide Casaleggio.

Inoltre gli scettici vorrebbero anche rimettere in discussione il ruolo dei probiviri, prevedendo la "formulazione di un ​codice etico unico e inderogabile che imponga il pieno rispetto del mandato elettorale e disciplini la sovrapposizione tra nomine in società pubbliche o private e cariche elettive, scongiurando conflitti di interesse in qualunque forma".

Gli scettici chiedono inoltre anche nuove regole per l'individuazione dei candidati e per le nomine degli eletti all'interno del M5S, oltre a "nuovi strumenti di valutazione degli eletti che garantiscano un confronto periodico tra la base e i portavoce, così da verificare il rispetto dei principi fondativi del Movimento e il perseguimento degli obiettivi nell’arco del mandato".

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