Padova, "sei di Fratelli d'Italia": cacciata dalla squadra di calcetto

Elvira Bello, esponente padovana di Fratelli D’Italia, ha denunciato di essere stata vittima di una discriminazione. La Bello è coordinatrice nel circolo di Fdi a Cadoneghe (Padova) e, da circa due settimane, aveva iniziato ad allenarsi con la squadra di calcio a 5 dell'associazione Quadrato meticcio che ha, come obiettivi, la lotta contro il razzismo e l'impegno in favore dell'integrazione degli immigrati; scopi che cerca di perseguire proprio attraverso lo sport.

La donna è stata accolta e si è allenata fino a quando qualcuno dell'associazione non ha notato la sua attività sui social network, andando a spulciare i suoi profili pubblici, dove sono stati trovati post contro i migranti e un like - che noi non abbiamo trovato - messo recentemente ad una pagina che condivide frasi di Mussolini.

La notizia di questa esclusione non dovrebbe rappresentare una grande sorpresa. Elvira Bello, però, non la pensa così dicendosi "incredula" per la decisione presa dall'associazione. L'esponente di Fratelli d'Italia ha incassato la solidarietà anche di Giorgia Meloni che ha ugualmente reputato discriminatoria la decisione presa dall'associazione.

Queste le parole della Bello: "È una discriminazione odiosa, se fosse successo a qualcuno di un altro partito mi darebbe fastidio lo stesso lo sport è sport e la politica è politica. Da parte mia non c’è mai stata una parola scorretta o un gesto di offesa. Sono anche una mamma e spero che non succeda lo stesso a qualche ragazzino".

La Meloni si è detta scandalizzata ed anche pronta a presentare un'interrogazione al Governo: "Sono scandalizzata dalla notizia dell’esclusione di Elvira Bello, presidente del circolo di Fratelli d’Italia di Cadoneghe in provincia di Padova, dalla squadra di calcio a 5 nella quale giocava. Elvira è stata cacciata e messa alla porta perché le sue idee e il suo impegno politico sono stati giudicati incompatibili con gli “intenti sociali” dell’associazione. Se l'ASD Quadrato Meticcio vuole fare un circolo politico, è libera di farlo ma non può godere dei vantaggi fiscali riconosciuti dalla legge a chi pratica sport. Faccia pure il torneo dei centri sociali d’Italia se ci tiene. Fratelli d’Italia presenterà un’interrogazione al Governo su questa vergogna e chiede al CONI di intervenire subito per ribadire che nel mondo dello sport non c’è nessuno spazio per la discriminazione".

Anche Giovanni Malagò ha sentito l'esigenza di intervenire in merito a questa vicenda: “In merito alla notizia, appresa dagli organi di informazione, relativa all’esclusione di una calciatrice da parte di una società padovana per ragioni di natura politica, ritengo doveroso ricordare che tale circostanza si pone in palese antitesi con i valori ineludibili dello sport, in ogni sua declinazione. Il nostro movimento, da sempre sinonimo di fratellanza e condivisione, riconosce la centralità dell’inclusione come pilastro non negoziabile e non si presta a strumentalizzazioni di natura ideologica che tendono a minare l’autenticità del nobile messaggio che da sempre lo caratterizza”.

Il discorso di Malagò è comprensibile, ma fila fino ad un certo punto. L'esponente padovana di Fratelli d'Italia non è stata esclusa in quanto tale, bensì per dei commenti ritenuti offensivi nei confronti dei migranti e per un "like" che avrebbe messo ad una pagina che fa apologia di fascismo e che, quindi, andrebbe chiusa.

Può un'associazione che ha come obiettivo nel suo statuto la lotta contro il razzismo e la promozione dell'integrazione dei migranti convivere con una sportiva che - a loro giudizio - ha dimostrato di pensarla in modo diametralmente opposto? Ma, soprattutto, che senso avrebbe questa convivenza forzata?

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO