Siria, media governativi: bombardamenti turchi al confine

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Aggiornamento 8 ottobre 2019 - L'artiglieria di Ankara avrebbe colpito nella notte la regione nord-orientale della Siria al confine con l’Iraq secondo Sana, l’agenzia governativa del regime di Damasco. Dalla minacce si sarebbe passati quindi all’azione in meno di 24 ore. I media siriani stanno rilanciando le immagini dei bombardamenti che sarebbero avvenuti al valico di Simalka, tra Iraq e Siria, passaggio fondamentale dal punto di vista dei rifornimenti militari e logistici della coalizione guidata dagli Usa (contro l’Isis) e le forze curdo-siriane. Né Ankara né le autorità curdo-siriane per ora hanno confermato i bombardamenti.

Il ministro della Difesa turco su Twitter aveva annunciato che "tutte le preparazioni sono state completate per l'operazione" contro le milizie curde dell'Ypg al confine, a nord-est della Siria perché "la creazione di una zona di sicurezza-corridoio di pace è essenziale per la pace e stabilità della regione. Le forze di sicurezza turche non tollereranno la creazione di un corridoio del terrore ai nostri confini".

USA: "La Turchia sta per entrare nel nord della Siria" - Ankara conferma

La Turchia si appresta ad invadere la Siria del nord: l’operazione militare potrebbe prendere il via da un momento all’altro. La notizia è stata resa nota da Stephanie Grisham, responsabile della comunicazione della Casa Bianca. Il presidente degli USA, Donald Trump, ha già sentito telefonicamente il suo omologo turco, Recep Tayyip Erdogan, che ha a sua volta confermato il ritiro delle truppe americane presenti nelle aree di confine strategiche nel nord-est della Siria.

Gli USA precisano che i militari statunitensi "non sosterranno né saranno coinvolte nell'operazione" e "non saranno più nelle immediate vicinanze". Erdogan, invece, ammette che l’operazione per prendere il controllo del nord-est della Siria potrebbe prendere il via in qualsiasi momento.

"C'è una frase che abbiamo sempre utilizzato: possiamo arrivare una notte all'improvviso. È assolutamente impossibile per noi - continua il presidente turco - tollerare ulteriormente le minacce di questi gruppi terroristici".

La Turchia conferma contestualmente la volontà di estradare nei rispettivi Paesi d’origine i miliziani dell’Isis detenuti attualmente nel nord-est della Siria, la zona occupata dai curdi dell'Ypg. Gli Stati Uniti d’America fanno sapere che i foreign fighter catturati dalle milizie americane e trattenuti dalle forze curde saranno presi in custodia dalla Turchia. Secondo quanto affermato dall’ambasciatore americano James Jeffrey e dallo stesso presidente Trump, ci sono circa 2.500 foreign fighters che gli USA vogliono riconsegnare ai Paesi Europei, Francia e Germania in testa.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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