Accordo tra le forze di maggioranza: "Entro dicembre progetto per la nuova legge elettorale"

I capigruppo di M5S, PD, Italia Viva, Leu e Autonomie hanno incontrato il ministro D'Incà.

Federico D'Incà e Giuseppe Conte

Non solo una nuova legge elettorale, ma un più ampio progetto di riforme che facciano da contrappeso al taglio dei parlamentari. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D'Incà ha incontrato oggi i capigruppo dei partiti di maggioranza, vale a dire Francesco Silvestri e Gianluca Perilli del M5S, Graziano Delrio e Andrea Marcucci del PD, Maria Elena Boschi e Davide Faraone di Italia Viva, Loredana De Petris e Federico Fornaro di Liberi e Uguali, Julia Unterberger del gruppo delle Autonomie. Tutti insieme sono arrivati a un accordo su quattro riforme e hanno anche stabilito una deadline entro cui presentare un progetto di riforma elettorale.

Al termine dell'incontro, infatti, hanno diramato una nota in cui si legge che i partiti hanno firmato un "impegno comune che darà seguito alla riforma della riduzione dei parlamentari, con quattro punti specifici sulle riforme istituzionali da offrire anche al dialogo con le opposizioni". E il ministro D'Incà si è detto molto soddisfatto perché è stato fatto "un passo importante per la legislatura" ed è convinto che "dopo la riduzione dei parlamentari, avremo 3 anni e mezzo di stabilità di governo e l’apertura di un cantiere di riforme".

Progetto della nuova legge elettorale entro dicembre

Il documento diffuso dopo l'incontro con i capigruppo è articolato in quattro punti. Il primo spiega:

"La riduzione del numero dei parlamentari incide sul funzionamento delle leggi elettorali di Camera e Senato, aggravandone alcuni aspetti problematici, con riguardo alla rappresentanza sia delle forze politiche sia delle diverse comunità territoriali. Conseguentemente, ci impegniamo a presentare entro il mese di dicembre un progetto di nuova legge elettorale per Camera e Senato al fine di garantire più efficacemente il pluralismo politico e territoriale, la parità di genere e il rigoroso rispetto dei principi della giurisprudenza della Corte costituzionale in materia elettorale e di tutela delle minoranze linguistiche"

Unificazione dell’elettorato attivo e passivo di Camera e Senato

Il secondo punto del documento diffuso parla di "unificazione dell’elettorato attivo e passivo di Camera e Senato" che viene spiegata così:

"Ci impegniamo a intervenire nel corrente mese di ottobre, sul progetto relativo all’abbassamento dell’età per il voto per il Senato della Repubblica in corso di esame in quel ramo del Parlamento per equiparare i requisiti di elettorato attivo e passivo di Camera e Senato. Ci impegniamo, altresì, a presentare un testo volto a modificare il principio della base regionale per l’elezione del Senato e per riequilibrare il peso dei delegati regionali che integrano il Parlamento in seduta comune per l’elezione del Presidente della Repubblica, a partire dall’elezione successiva a quella delle nuove Camere in composizione ridotta"

La base elettorale del Senato, dunque, non sarebbe più regionale, ma pluriregionale e sarebbero ridotti i delegati regionali per l'elezione del Presidente della Repubblica.

Riforma dei regolamenti di Camera e Senato

Dopo il taglio dei parlamentari è ovviamente necessaria una riforma dei regolamenti delle Camere. Il terzo punto del documento diffuso oggi infatti recita:

"Auspichiamo un lavoro rapido delle Giunte per il Regolamento di Camera e Senato per riformare i Regolamenti vigenti così da adeguarli in modo efficiente al nuovo numero dei parlamentari, garantendo in entrambi i rami del Parlamento alle minoranze linguistiche di potere costituire gruppi o componenti autonome. Nel contempo tale riforma è essenziale per valorizzare il ruolo del Parlamento con interventi tesi ad armonizzare il funzionamento delle due Camere e limitare in maniera strutturale il ricorso alla decretazione d’urgenza e alla questione di fiducia. In particolare si tratta di intervenire anche sulla disciplina del procedimento legislativo allo scopo di dare certezza di tempi alle iniziative del governo e più in generale ai procedimenti parlamentari, coniugando la celerità dell’esame parlamentare con i diritti delle minoranze"

Autonomia differenziata

C'è infine un quarto punto che riguarda l'autonomia differenziata e i capigruppo si impegnano ad avviare entro dicembre:

"Un percorso che coinvolga tutte le forze politiche di maggioranza, aperto al contributo dei costituzionalisti e della società civile, volto anche a definire possibili interventi costituzionali, tra cui quelli relativi alla struttura del rapporto fiduciario tra le Camere e il Governo e alla valorizzazione delle Camere e delle Regioni per un’attuazione ordinata e tempestiva dell’autonomia differenziata"

Cambi di casacca

Il ministro D'Incà ha parlato anche dei cambi di casacca che dovranno essere scoraggiati e questo dipenderà dalle modifiche ai regolamenti di Camera e Senato. Il ministro ha detto:

"Possiamo togliere quella sorta di finanziamento collegato al singolo parlamentare perché quando un parlamentare entra in un gruppo porta con sé una 'dote' per poter far funzionare al meglio il gruppo stesso. Se noi riduciamo questo montante collegato al parlamentare che si muove da un gruppo all'altro sicuramente non c'è più la possibilità di poter costruire un gruppo nuovo. Oltre a questo potremmo anche pensare che siccome all'inizio di ogni legislatura si dice che per formare un nuovo gruppo servono 10 senatori al Senato e 20 deputati alla Camera, potrebbe essere che in un momento successivo, quando si creano nuovi gruppi, questi numeri crescano. Potrebbe essere 20-30 senatori e 40 deputati. Così diventa più difficile costruire nuovi gruppi"

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