Silvio Berlusconi al Tg4: "Alleanza centrosinistra-Monti? Non può governare"

Silvio Berlusconi è intervenuto durante l'edizione delle 18:55 del TG4, intervistato dal direttore Giovanni Toti. Il leader del centrodestra ha ribadito i capisaldi del suo programma elettorale, senza aggiungere essenziali novità.

Berlusconi, rispondendo ad una domanda di Toti riguardante una possibile alleanza post-elezioni tra il centrosinistra e Mario Monti, ha espresso la sua opinione categorica. Secondo l'ex premier, la sinistra non è grado di governare. Queste sono state le sue dichiarazioni:

Non vedo un'alleanza che possa governare. Nel '96 ci avevano già provato, dopo essere stato eliminato da un avviso di garanzia ricevuto dalla procura di Milano. Cambiarono 4 governi e 3 premier in 5 anni. Poi, vinsero per soli 24mila voti nel 2006 e Prodi rimase meno di due anni. Ci riempirono di tasse: è sempre la solita sinistra statalista e di invidia sociale.

Silvio Berlusconi, inoltre, ha nuovamente risposto per le rime a Monti, non perdendo occasione di attribuire al governo tecnico, le cause della crisi recessiva e della forte pressione fiscale:

Rispetto al 2011, non è stata ridotta nessuna spesa, sono solo state applicate molte tasse in più. Si sono ridotti consumi e produzione, è aumentato il debito pubblico, ci sono stati esuberi nelle aziende, le famiglie interne hanno perso le tredicesime, le famiglie spenderanno 2.500 euro in più. La colpa di questo degrado e di questa crisi recessiva, sappiamo benissimo chi è.

Alla base della campagna elettorale berlusconiana, c'è la già citata riforma costituzionale, attuabile solamente se gli italiani imparassero a votare. Questo è il pensiero di Berlusconi a riguardo:

Queste 169 liste sono una ragione di spavento per tutti, soprattutto se gli elettori italiani disperderanno il loro voto, invece, di concentrarlo sulle due forze politiche più importanti in Italia. Solo con una democrazia bipolare compiuta si può rendere il paese governabile come nelle altre democrazie occidentali. E' indispensabile per cambiare la costituzione e dare al premier il potere di dirigere i ministri, di usare il decreto legge e un minimo di 120 giorni per l'approvazione di un disegno, avere una sola camera per approvare la legge, dimezzare il numero dei parlamentari e avere una corte costituzionale, organo di sinistra, eletta in modo diverso.

Queste, infine, sono le tre riforme alle quali un nuovo governo di centrodestra darebbe la precedenza:

Aboliremo l'Imu, togliere le tasse e i contributi alle aziende che assumeranno un giovane, ridurre la pressione fiscale di 16 miliardi all'anno.

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