Lampedusa, il sindaco: "Basta speculare sui morti". Il racconto dei sopravvissuti


Il sindaco di Lampedusa Salvatore Martello attacca chi in queste ore strumentalizza la tragedia del barchino naufragato al largo dell’isola ieri invitando a non fare propaganda sui morti: "La prima telefonata mi è arrivata in piena notte: 'Sindaco, venga in banchina al molo Favaloro. C’è stato un naufragio, ci sono dei morti…'. Pensavo, speravo di non dover più assistere a scene di questo tipo ma invece è successo di nuovo. Un'altra strage insensata, dolorosa e assurda. Voglio dirlo chiaro e tondo alla classe politica, ed a tutti quelli che alimentano propaganda: nessuno si permetta di speculare su questi morti, non si può fare campagna elettorale sulla pelle della gente".

Dopo l’ultima strage di migranti, donne e bambini, il primo cittadino fa nuovamente appello al governo e all’Europa: "Bisogna avere la forza di sedersi attorno ad un tavolo e discutere dei tanti aspetti legati al tema delle migrazioni. Mi rivolgo al Governo italiano ma anche all’Europa: si devono coinvolgere i Paesi rivieraschi del Mediterraneo ed individuare soluzioni concrete per aprire canali regolari e sicuri, togliendo queste persone dalle mani di delinquenti senza scrupoli. Ed al tempo stesso bisogna sostenere Lampedusa, come gli altri territori di frontiera che non possono sopportare da soli il peso di questa situazione".

Secondo Martello: "Serve un impegno vero e tangibile in questa direzione altrimenti sarà solo questione di tempo, e fra qualche settimana o fra qualche mese saremo costretti a commemorare altri morti. Non si può continuare così, a che serve il cordoglio, a cosa servono le lacrime se poi non si fa nulla di concreto? Cos’altro deve accadere per mettere fine a tutto questo?" chiede il sindaco.

Nel naufragio di ieri hanno perso la vita 13 donne, di cui una minorenne e un'altra incinta, 22 i superstiti, trasferiti nell’hotspot dell’isola, mentre una ventina sarebbero i dispersi. Tra loro almeno otto bambini di cui uno di 8 mesi annegato con sua madre.

I sopravvissuti hanno raccontato di essere partiti dalle coste della Libia e che dopo aver fatto uno scalo in Tunisia si sono diretti verso la Sicilia. A poche miglia da Lampedusa, poco dopo l’arrivo di GdF e Guardia Costiera, la tragedia: la barca si è capovolta, nessuno aveva il salvagente.

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