Def, Istat: evasione fiscale frena crescita, gap di 110 mld in 3 anni. Bankitalia: cautela su incassi da lotta all’evasione


Il Def del Conte bis al vaglio dei tecnici. Intervenuto stamattina in audizione parlamentare, il presidente dell'Istat Gian Carlo Blangiardo ha spiegato che gli obiettivi di crescita indicati dal governo per il 2019, con Pil visto a +0,1%, appaiono coerenti con il quadro delineato nella nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza.

Davanti alle Commissioni bilancio di Senato e Camera, Blangiardo ha sottolineato poi che la relazione sull'economia sommersa, non osservata, mostra "la persistenza di livelli elevati di evasione fiscale e contributiva", un gap totale di circa 109,7 miliardi di euro nel triennio 2014-2016.

Il presidente Istat ha parlato di punto "critico per il rafforzamento della capacità competitiva e di crescita del nostro Paese e per l'efficacia e l'equità delle politiche pubbliche".

Ciclo economico e prospettive 2019/2020

Secondo Blangiardo gli ultimi dati e le stime mostrano che "in Italia, le prospettive per i prossimi mesi sembrano orientate a una sostanziale persistenza dell'attuale fase di debolezza del ciclo economico... Nel corso della prima metà del 2019 gli indici di diffusione - che misurano la percentuale di settori in crescita rispetto al totale - si sono mantenuti al di sotto del 50%, sia nell'industria che nei servizi, tuttavia le prime indicazioni per il terzo trimestre del settore manifatturiero segnalano un miglioramento. Nei mesi più recenti è proseguito il peggioramento del clima di fiducia delle imprese".

Nonostante ciò "gli indicatori del mercato del lavoro dal lato dell'offerta hanno mantenuto una intonazione positiva... Nel secondo trimestre 2019 il numero di persone occupate è cresciuto in termini congiunturali di 130.000 unità (+0,6%) e il tasso di occupazione è salito di 0,3 punti (59,1%)" pur sempre nel quadro della debolezza strutturale del mercato del lavoro italiano, con difficoltà storiche come la scarsa presenza di donne e giovani, soprattutto nel Mezzogiorno.

Bankitalia, cautela sui numeri della lotta all'evasione

Sulla nota di aggiornamento del Def interviene anche Bankitalia secondo cui "la riduzione del cuneo fiscale può dare uno stimolo non irrilevante, seppur graduale, all'economia, accrescendo sia la competitività delle imprese, sia i redditi reali e quindi i consumi delle famiglie". Nel documento consegnato alle commissioni Bilancio di Camera e Senato i tecnici di Palazzo Koch notano che: "La scelta di disattivare integralmente le clausole (Iva, Ndr) nel 2020, limita l'ammontare di risorse che possono essere dedicate alla riduzione del cuneo".

Sulla previsione degli incassi derivanti dalla lotta all’evasione fiscale il vice direttore generale di Bankitalia Luigi Federico Signorini mette invece in guardia l’esecutivo: "Per gli interventi riguardanti il recupero dell'evasione, una quantificazione precisa è ardua. Al fine di assicurare il rispetto dell'obiettivo, è auspicabile che siano definiti momenti di monitoraggio dei conti in corso d'anno e pronti meccanismi correttivi in caso di scostamenti".

Tutto questo perché "i progressi nel contrasto all'evasione fiscale richiedono tempo" e "non si può non raccomandare un approccio cauto alla loro quantificazione all'interno di ciascuna manovra di bilancio". Come dire: il resto è finanza creativa.

Giancarlo Blangiardo, Presidente dell'Istat

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