Siria, Conte: "Preoccupati da iniziativa turca" | Nato: "Azione sia misurata". Ma si denunciano già vittime civili


Il presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte fa sapere che l’Italia esprime “preoccupazione” per l’iniziativa turca in Siria e chiede di “evitare un’ulteriore destabilizzazione dell’area”.

Nella conferenza stampa congiunta con il segretario generale della Nato, ricevuto oggi dal premier a Palazzo Chigi, Conte ha detto tra l’altro che con Jens Stoltenberg si è parlato “anche di alcuni scenari di crisi, in particolare della Siria”.

Il premier ha poi aggiunto: “Sono stato appena informato dal segretario generale della Nato che la Turchia ha assunto un’iniziativa unilaterale sulla quale non posso che esprimere preoccupazione”.

Secondo Conte bisogna “evitare che siano assunte iniziative che possano portare a ulteriore destabilizzazione della regione e sofferenze della comunità locale”. Fonti curde oggi hanno dato notizia di attacchi indiscriminati che avrebbero colpito anche civili, facendo vittime.

Le notizie di esplosioni arrivano dalla frontiera siriana di Ras al-Ayn. Si segnalano anche colpi di mortaio sparati dalla Siria verso il confine turco, a Ceylanpinar.

Le reazioni all’attacco turco in Siria, domani vertice Onu

Stoltenberg spiegando che la Nato comprende “le esigenze di sicurezza della Turchia che ha comunicato l'azione nel nord della Siria” si è limitato a chiedere che l’azione “sia proporzionata e misurata, che non destabilizzi la regione, che non porti sofferenze ai civili”.

Il segretario dell’Alleanza Atlantica questo venerdì sarà ad Ankara. E arriva la reazione anche dei vertici Ue, con il presidente uscente della commissione Jean Claude Juncker che dice: “Turchia e altri attori agiscano con moderazione e fermino l’operazione”.

Il presidente americano Donald Trump intanto spiega che gli “Usa non appoggiano l'attacco turco” e che l’iniziativa di Erdogan “è una cattiva idea”. In questo quadro, per domani è stato convocato un vertice Onu urgente su richiesta di Francia, Belgio, Germania, Gran Bretagna e Polonia.

Il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha già chiarito che non ci può essere “una soluzione militare al conflitto in Siria” e che solo “un processo politico credibile può portare a una soluzione di lungo termine”.

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