Siria, Conte su intervento turco: "Si rischia la liberazione di migliaia di foreign fighters"

L'operazione militare promossa dalla Turchia nella Siria del nord preoccupa a livello internazionale. Oggi Luigi Di Maio ha condannato l'offensiva militare di Erdogan contro le forze armate dei curdi e - teoricamente - contro Daesh. In realtà, a combattere contro Daesh per anni, ci hanno pensato proprio i curdi che hanno a poco a poco riconquistato il territorio della Siria entrato a far parte del sedicente Stato Islamico. Proprio adesso che i curdi hanno liberato l'area è arrivata l'offensiva militare della Turchia, che considera terroristi gli stessi curdi.

In serata il Presidente del Consiglio è intervenuto durante la diretta di Piazza Pulita (La7) per condannare l'azione militare promossa da Erdogan: "L'Italia, l'Ue e tutti gli organismi internazionali devono battere un colpo forte non possiamo accettare questa iniziativa militare. Non è un'opzione accettabile e deve cessare. Della questione della Siria ne abbiamo parlato anche nel corso del G7. È una situazione critica".

Erdogan non vuole intromissioni da parte dell'Ue ed ha già minacciato di "inviare" in Europa i 3,6 milioni di siriani che hanno trovato rifugio - a spese della stessa Unione Europea - in Turchia. Conte ha commentato anche questa minaccia del presidente turco: "Bisogna ribadire con forza che l'Unione Europea non può cedere al ricatto di rimanere esposta alla dispersione dell'ingente numero di profughi siriani che sono in Turchia pur di acconsentire a questa iniziativa militare. Sono due cose che non sono sullo stesso piano, tanto più che dell'accoglienza dei profughi siriani in Turchia l'Ue si è fatta carico economicamente".

Conte ha promesso che per i curdi farà "senz'altro qualcosa di concreto" perché "non dobbiamo assolutamente consentire che siano procurate sofferenze alla popolazione siriana, in particolare alla popolazione curda. Questo è proprio inaccettabile".

Poi Conte ha anche sollevato un'altra questione di fondamentale importanza. In questi anni i curdi hanno catturato e imprigionato tanti combattenti del sedicente Stato Islamico, molti dei quali sono foreign fighters. Qualora dovessero cadere le difese curde, questi terroristi rischierebbero di venire liberati per fare ritorno in Europa: "Le migliaia di foreign fighters sotto il controllo dei curdi rischiano di essere liberati. Quindi paradossalmente anziché risolvere la questione dei terroristi la può aggravare ancora di più".

L'Unhcr - l'Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati - ha intanto lanciato l'allarme chiedendo il rispetto del diritto internazionale, anche garantendo l'accesso all'area da parte delle agenzie umanitarie. Questo conflitto rischia di causare nuove stragi ed anche un nuovo esodo di disperati: "Centinaia di migliaia di civili nella Siria settentrionale sono ora in pericolo. I cittadini e le infrastrutture civili non devono rappresentare un bersaglio"

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