Migranti, l'appello di Mattarella all'UE: "Agisca o finirà travolta"

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è intervenuto oggi ad Atene al 15esimo vertice informale dei Capi di Stato del Gruppo Arraiolos e in quest'occasione ha voluto lanciare un messaggio chiaro e forte all'Unione Europea e al modo in cui dovrebbe affrontare l'emergenza dei flussi migratori.

Mattarella - a fianco dei Presidenti di Bulgaria, Croazia, Estonia, Germania, Grecia, Irlanda, Ungheria, Lettonia, Malta, Polonia, Portogallo e Slovenia - ha invitato l'UE a fare fronte comune nella gestione del fenomeno migratorio, in modo particolare in questo momento in cui l'offensiva turca nel nord della Siria rischia di portare migliaia di persone verso l'Europa:

Sul fenomeno migratorio va posta, al centro del problema, l'attenzione ai valori fondanti dell'Unione. Dobbiamo insieme costruire strumenti adeguati per una gestione comune del fenomeno, naturalmente una gestione sostenibile dai vari Paesi, dall’Unione nel suo complesso, ma una gestione comune; non la rimozione del problema o il tirarsene fuori perché questo esporrebbe l'Europa nei prossimi decenni a essere travolta dal fenomeno migratorio. Non soltanto i Paesi di primo ingresso, ma tutti i Paesi dell'Unione.

Il capo di Stato ha ribadito il dovere morale di salvare vite umane e quello di cancellare il traffico di esseri umani che è sotto gli occhi di tutti:

Occorre una gestione sostenibile, certamente, ma che sia una gestione comune, che abbia la capacità di affrontare e governare il fenomeno. Sono proprio i grandi numeri che l'amico presidente ungherese poc'anzi ha citato che ci ricordano che il fenomeno va affrontato per governarlo, perché se non viene governato diventerà una condizione che travolgerà qualunque equilibrio nel nostro continente.

Nel ricordare la recente proposta avanzata all'UE da Germania, Francia, Malta e Italia, Mattarella ha lanciato un vero e proprio appello:

Occorre una gestione comune dell'Unione che tenga conto complessivamente dei problemi e trovi un punto d'incontro per una soluzione che sia dell'Unione, che lo sia nel sostegno ai Paesi di origine e di transito dei flussi migratori, sviluppando le risorse del fondo fiduciario per l'Africa, che attribuisca all’Unione europea il compito dei rimpatri di chi non merita asilo - perché nessun Paese singolo è in condizione di farlo in maniera davvero efficace -, che preveda una ripartizione degli arrivi in maniera da poter gestire tutti, in maniera collaborativa, un fenomeno di questa portata. E infine ipotizzando e realizzando canali legali di accesso che consentano così di gestire in maniera sostenibile il fenomeno, scoraggiando così l'affidamento ai trafficanti di esseri umani.

Foto | Quirinale

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