Siria, l'esercito di Damasco sale verso nord per aiutare le forze curde

Le forze curde hanno raggiunto oggi un accordo col regime di Bashar al Assad per contrastare l'avanzata delle forze militari turche, riuscite nella giornata di oggi a guadagnare ulteriore terreno. E nelle stesse ore in cui gli Stati Uniti hanno fatto sapere di voler ritirare le proprie truppe dal nord della Siria, l'esercito di Damasco ha iniziato a salire verso nord per dare supporto alle forze curde.

L'intesa tra le forze curde e il regime di Bashar al Assad sarebbe stata mediata dalla Russia con l'obiettivo di proteggere la città di Kobane, sulla quale incombe l'avanzata turca, e quella di Manbij, più a sud-est.

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La cancelliera tedesca Angela Merkel, nella stesse ore in cui la Germania ha annunciato lo stop all'esportazioni delle armi verso la Turchia insieme a molti altri Paesi UE, ha deciso di prendere in mano la situazione e ha raggiunto telefonicamente il presidente turco Recep Tayyip Erdogan chiedendogli di interrompere subito l'offensiva nel nord-est della Siria.

A riferire del colloquio telefonico tra i due leader è stata l'agenzia tedesca DPA, secondo la quale la cancelliera avrebbe fatto presente ad Erdogan che l'azione militare rischia di destabilizzare la regione e, di conseguenza, rafforzare lo Stato Islamico.

Non è chiaro come abbia replicato Erdogan all'appello di Merkel, ma nella giornata di oggi il presidente turco si era detto pronto a non fermarsi davanti a nulla, neanche all'embargo sulle armi:

Dopo che abbiamo lanciato la nostra operazione, hanno minacciato di imporci sanzioni economiche e l’embargo sulla vendita di armi. Ma quelli che pensano di poter fermare la Turchia con queste minacce si sbagliano di grosso.

L'offensiva prosegue ormai da giorni e nella sola giornata odierna sarebbero almeno 26 i civili rimasti uccisi secondo i dati diffusi dall'Osservatorio siriano per i diritti umani. Tra le vittime ci sarebbero anche un giornalista curdo e un giornalista straniero non ancora identificato.

Tra le vittime di ieri, invece, ci sarebbe anche l'attivista per i diritti delle donne Hevrin Khalaf. La 35enne sarebbe stata trucidata insieme ad altri otto civili dai miliziani filo-turchi. A denunciare l'omicidio dell'attivista è stato il Presidente del Parlamento europeo David Sassoli via Twitter:

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